Viterbo – “Che fanno? Perché lo conosco. Ma non è Andrea Bocelli?”. Lo domanda una persona che stava lì, mentre il cantante lirico passava, accompagnato da altri attori, per girare The Journey, documentario televisivo incentrato sul percorso culturale e spirituale che l’artista sta facendo a cavallo lungo la Via Francigena. À rebours, controcorrente. Come il romanzo di Huysmans del 1884 oppure Wade in the Water, il ben più antico spiritual afroamericano che indicava agli schiavi la via per la libertà.
Viterbo – Andrea Bocelli
Ieri Bocelli per le vie del centro, a cavallo, tra San Pellegrino e Porta San Pietro. Domenica stava invece a San Martino. Una tre giorni viterbese, accolto dal sindaco Giovanni Arena e dall’assessora Alessia Mancini, anticipata dalla cittadinanza onoraria che gli è stata conferita sabato mattina a Sutri, nel giardino di Palazzo Doebbing. Il vicesindaco della città, Mauro De Lillo, come lui stesso ha detto al microfono, l’ha letteralmente intercettato lungo la Cassia, deviandolo su Sutri per l’inaugurazione della mostra del sindaco Vittorio Sgarbi. Luci e ombre, da Mattia Petri a Depero.
Viterbo – Le riprese del documentario The Journey di Andrea Bocelli
“Sol invictus del canto lirico – la motivazione della cittadinanza a Bocelli – la cui voce si innalza al cielo per allietare il paradiso. Il dono di Bocelli è nel cuore di tutti i cittadini, e accresce il nostro amore per la vita”. Sol invictus, come il Dio Mitra, ha poi ricordato Sgarbi facendo appunto riferimento al Mitreo di Sutri che sta poco sotto al giardino dell’inaugurazione dello scorso fine settimana.
Viterbo – Andrea Bocelli
Un viaggio spirituale e controcorrente e al tempo stesso un segnale e un segno di ripartenza lungo la linea discendente del Covid. Con riprese e troupe che si mischiano ai passanti che tornano in strada dopo mesi di casa, interagendo senza alcun problema con operatori, tecnici e attori. Spontaneamente, come non si vedeva da tempo. Perché a Viterbo, quando si gira un film, di solito la città viene blindata e le troupe prendono il sopravvento tenendo tutti rigorosamente, e in alcuni casi scorbuticamente, a distanza. Quasi colonizzassero Viterbo. Ieri è stato invece tutto il contrario. Le persone passavano, chiedevano, gli veniva data risposta, mettendosi poi fuori inquadratura senza neanche farselo dire una volta. Dalle parti di piazza del fosso, affacciate dal muro, un’intera classe di un’istituto superiore lì vicino, accompagnate dall’insegnante.
Viterbo – Le riprese del documentario The Journey di Andrea Bocelli
Un viaggio e la sua giornata, che poi diventeranno un film, un documentario che in questi giorni ha rimesso in moto anche la Francigena, quanto meno la sua immagine, in un momento particolare per la storia di tutti. Quando i turisti tornano di nuovo a visitare le città. Per il momento soltanto quelli dello stesso territorio, un turismo interno forte e vitale, che in questi mesi ha dimostrato quanto vale. Dal 15 maggio in poi, molto probabilmente, arriveranno poi tutti gli altri. Nel frattempo, già questo fine settimana appena trascorso sembrerebbe andato bene.
Viterbo – Le riprese del documentario The Journey di Andrea Bocelli
Infine la popolarità di Bocelli, una celebrità che vista da vicino è tutt’altro che una star. Anzi, una persona gentile in cui le persone riconoscono anche l’erede di un percorso che vede il canto lirico intrecciarsi, trasversalmente, da capo a piedi, con tutti gli strati sociali. Un canto popolare che ha accompagnato le battaglie del Risorgimento, così come generazioni di immigrati la mattina davanti allo specchio. Beniamino Gigli negli anni ’30 portò la luce a un convento dalle parti di Vetralla, e di conseguenza anche alle case dei contadini lì attorno.
Viterbo – Le riprese del documentario The Journey di Andrea Bocelli
“Nella situazione drammatica che stiamo vivendo – ha detto sabato scorso Bocelli a Sutri – la paura è l’unica cosa di cui aver paura”. Quello che disse anche Roosevelt agli americani durante la guerra. Per poi aggiungere che tra le cose di cui non si può fare a meno, per uscire dalla situazione in corso, “gentilezza e cultura. Non bisogna mai rinunciare a gentilezza e cultura”. Elisir di lunga vita, forse, per società in crisi.
Daniele Camilli
Fotogallery: Andrea Bocelli a Viterbo
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