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Cronaca - In calo quelli contro il patrimonio - Presentato il primo bilancio sociale del tribunale di Viterbo - La presidente Maria Rosaria Covelli: “Necessario far conoscere ciò che facciamo per promuovere fiducia e credibilità nei confronti della giustizia"

“Dal 2017 al 2019 escalation dei reati contro la famiglia e la persona”

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Viterbo – (b.b.) – 59 iniziative realizzate nel corso di tre anni, dal 2017 al 2019. 47 le realtà coinvolte. Sono alcuni dei numeri del primo bilancio sociale del tribunale di Viterbo, elaborato dall’università della Tuscia. 

Una fotografia del palazzo di giustizia viterbese per rendere conto delle attività svolte e delle iniziative promosse e misurarne l’impatto sia all’interno e sia all’esterno, verso il territorio. Una fotografia al servizio degli addetti ai lavori ma anche dei cittadini.

A intervenire alla presentazione del primo bilancio sociale il sindaco Giovanni Arena, il magnifico rettore Stefano Ubertini, il presidente del tribunale Maria Rosaria Covelli, il procuratore generale Paolo Auriemma, il presidente dell’ordine degli avvocati Stefano Brenciaglia, i professori dell’Unitus Alessandro Ruggieri, Gina Gioia e Rosa Ruggiero. E per le conclusioni finali il presidente della corte d’appello di Roma Giuseppe Meliadò. 


Maria Rosaria Covelli

Maria Rosaria Covelli


“Il bilancio sociale del tribunale rappresenta motivo di vanto per la città perché racchiude l’impegno e il lavoro di più istituzioni e realtà – ha esordito il sindaco Giovanni Arena – vederle cooperare per il bene della collettività, in quanto primo cittadino, mi inorgoglisce”. 

Il documento riporta fedelmente i dati emersi dall’analisi delle attività del tribunale dal 2017 al 2019. Attività sia in termini di gestione della macchina della giustizia, all’interno delle aule dei giudici e nelle cancellerie, sia di iniziative e convenzioni stipulate con enti esterni. Quali, tra i tanti, la casa circondariale di Mammagialla, il comune di Viterbo, la Asl o la regione Lazio. “Proprio in relazione a queste convenzioni – ha sottolineato la presidente del tribunale Maria Rosaria Covelli – arriveranno in tribunale percettori di reddito di cittadinanza che il tribunale metterà all’opera con lavori di pubblica utilità”.

“Il bilancio sociale – ha spiegato Maria Rosaria Covelli, alla quale sono andati i saluti di tutti per la sua nomina a capo dell’ispettorato generale del ministero della Giustizia e presidente della commissione interministeriale per la giustizia nel Mezzogiorno -, è il risultato di percorso iniziato quattro anni fa con riorganizzazione del sito, proseguito con la massimazione delle sentenze dei giudici, attraverso il contributo di tirocinanti e fondazione Carivit, e terminato con la presentazione del bilancio stesso. Il documento – ha proseguito la Covelli -, è stato realizzato grazie a una convenzione stipulata con l’università della Tuscia nel giugno del 2020. È uno dei pochi esempi in Italia e una prima volta assoluta per Viterbo. Mi auguro che questa esperienza possa proseguire – ha rimarcato, sottolineando con quanta dispiacere lasci gli uffici della città -. L’obiettivo è quello di promuovere fiducia e credibilità nei confronti del sistema giustizia e delineare le linee future di sviluppo. Farlo con numeri e dati alla mano, fruibili da chiunque, forse sarà più facile”. 


Alessandro Ruggieri

Alessandro Ruggieri


Il bilancio, come ha delineato Alessandro Ruggieri, professore di tecnologia, innovazione e qualità, è diviso in cinque parti. La prima si occupa di fornire un quadro generale dell’attività del tribunale dal 2017 al 2019, la seconda e la terza sono dei focus delle sezioni civile e penale, la quarta riguarda l’attività del giudice di pace e la quinta e ultima parte esamina l’impatto delle iniziative e delle riforme sul territorio e gli obiettivi per il futuro. 

“Sono state 59 le iniziative fatte nel triennio, coinvolgendo 47 stakeholders – ha spiegato il professore Ruggieri -, ognuna di queste iniziative è stata poi valutata dal punto di vista dell’impatto. Il punteggio va da basso, medio, fino ad alto”. I criteri di valutazione riguardano, invece, la tipologia dell’impatto avuto dall’iniziativa. “Se ha avuto effetti sulla cultura della legalità – ha proseguito, se sull’efficienza gestionale ed economica, se ha portato modifiche alla fiducia del cittadino nelle istituzioni e, in ultimo, se ha comportato effetti sulla sicurezza”. 

Oltre alle iniziative promosse dal tribunale, attenzione anche alle attività interne del palazzo di giustizia. In particolare a quelle svolte dagli uffici del giudice di pace, del settore civile e del settore penale nell’arco del triennio 2017-2019. 

“Per quanto riguarda il settore civile – ha sottolineato Gina Gioia, professoressa di diritto processuale civile all’università della Tuscia -, i dati positivi riguardano lo smaltimento delle cause. Ad esempio, nel campo delle esecuzioni immobiliari, il tribunale di Viterbo registra un trend positivo, è collocabile tra i primi 15 tribunali in Italia delle stesse dimensioni”. 


Giovanni Arena

Giovanni Arena


Stessa tendenza anche per quanto riguarda la sezione penale. “Per quanto riguarda l’ufficio gip, nel corso dei tre anni assistiamo a una progressiva diminuzione del numero dei pendenti finali – ha rimarcato Rosa Ruggiero, professoressa di diritto processuale penale all’università della Tuscia -, se si pensa che annualmente i nuovi procedimenti in entrata restano pressoché stabili, significa che c’è stato un incremento dell’indice di smaltimento. Questo ha comportato un abbattimento dei tempi di gestione dei procedimenti dell’ufficio del gip”. 

L’analisi presente nel bilancio fa però anche riferimento alle tipologie di reato di cui il tribunale si è maggiormente occupato. “Dal 2017 al 2019, assistiamo a una riduzione dei reati contro la pubblica amministrazione e il patrimonio – ha proseguito la professoressa Ruggiero -, c’è stato invece un aumento significativo dei reati contro la famiglia e la persona”. Ciò non significa che si siano verificati necessariamente più episodi di violenza nel periodo subito precedente al 2017, ma che, come sottolineato, “forse ci sono state più denunce. La sensibilizzazione verso queste tematiche potrebbe aver funzionato”.

“Il bilancio è solo una delle numerose collaborazione che abbiamo creato con il tribunale – ha spiegato il magnifico rettore Stefano Ubertini -. è un primo esperimento, ma che tutti auspichiamo possa proseguire nel tempo”. Entusiasmo anche da parte del procuratore generale Paolo Auriemma. “Abbiamo cercato di fare sistema e il bilancio ne è l’esempio più bello – ha detto -, perché non serve solo agli enti per capire e far vedere cosa è stato fatto, ma anche cosa ancora si possa fare. Con una grande squadra, come quella che io e la presidente Covelli abbiamo trovato al nostro arrivo, si possono fare grandi cose”.

“Il documento che oggi abbiamo presentato – ha sottolineato Stefano Brenciaglia, presidente dell’ordine degli avvocati -, rappresenta la sensibilità di un’amministrazione che ha spalancato le porte del tribunale alla città, interagendo con il territorio. Il dialogo tra di noi ha consentito di dare risultati. È per questo chela macchina della giustizia, anche in tempi di pandemia, a Viterbo non si è fermata”.


Giuseppe Meliadò

Giuseppe Meliadò


Ultime, ma non ultime in termini di importanza, le conclusioni affidate a Giuseppe Meliadò, presidente della corte d’Appello di Roma. “Sono felice di essere qui oggi sia perché ritornare a partecipare a eventi in presenza rappresenta un segnale di speranza e di ripresa – ha esordito -, ma anche perché trovo estrema soddisfazione a rendere omaggio a territori come quello del Viterbese. Se questo paese funziona è perché ci stanno comuni dove le istituzioni funzionano. Magistratura e tribunale non devono essere luoghi chiusi. Anzi, in tempi come questo di forte crisi, devono più che mai aprirsi all’esterno”. 

“Nell’operato della presidenza Covelli ho rivisto molto di quello che ho fatto quando ero a Catania – ha sottolineato -, perché i dirigenti non devono solo scrivere lettere e denunciare carenza, ma devono anche fare in modo di sperimentare e fare tutto quello che possono, per migliorare e modernizzare gli uffici e il rapporto con gli utenti”. “Una è la risorsa fondamentale per raggiungere risultati – ha concluso -, è la capacità delle istituzioni di lavorare insieme, fare squadra. Avere un interesse comune da perseguire, innovando e migliorando. 


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18 maggio, 2021

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