![]() Ronciglione – L’ospedale Sant’Anna |
Ronciglione – Riceviamo e pubblichiamo – La salute non è una merce.
Ogni essere umano senziente riconosce istintivamente alcuni princìpi inalienabili, di per sé evidenti come elementi fondamentali di una vita degna di essere vissuta: la salute, il benessere psicofisico, è uno di questi cardini.
Eppure nel mondo alla rovescia dei rapporti sociali capitalistici la salite è una merce come le altre e la ricerca del profitto – unica e sola divinità cui prostrarsi deferenti – è la molla che tutto muove.
E’ in quest’ottica che, il 21 maggio, si terrà a Roma il Global Health Summit, organizzato dalla presidenza italiana del G20, in collaborazione con la Commissione Europea; argomento del vertice sarà la sanità globale alla luce della pandemia, cui parteciperanno, oltre i governi appartenenti al G20, organismi internazionali come Oms e soprattutto Fmi e Organizzazione mondiale del commercio, Wto, che evidenzia da subito quale sia la priorità di cotanto baraccone: l’interesse economico contro una vera sanità a misura d’uomo.
In questi mesi si sono moltiplicate iniziative e mobilitazioni per conquistare una sanità gratuita, universale e umanizzata e proprio in questo contesto si inserisce l’iniziativa di oggi e quelle dei mesi precedenti, nella provincia di Viterbo e non solo.
Siamo di nuovo a Ronciglione a distanza di sei mesi, per ribadire l’importanza di una sanità che sia territoriale e capillare, che punti sulla prevenzione e non sul riparare all’ultimo secondo i problemi che insorgono.
L’ospedale di Ronciglione si inserisce a pieno in questo scenario, sia per una questione di bacino di utenza, sia per il fatto che in questi sei mesi, seppur a intermittenza, sono stati attivati o riattivati dei servizi – si pensi a radiologia o al centro vaccinale – e ciò non fa altro che avvalorare la nostra tesi per la quale la totale riapertura di questa struttura è fondamentale per il territorio tutto.
Tra l’altro la riattivazione di servizi esistenti e dell’hub vaccinale smentiscono definitivamente la “favoletta” secondo la quale, sotto una determinata soglia di accessi, gli ospedali e i pronto soccorso debbano essere declassati fino ad arrivare alla chiusura.
Chiusura, che vogliamo ricordare a tutti, comporta solo ed esclusivamente peggiori servizi per cittadini e pazienti, in quanto congestiona ancora di più gli ospedali maggiori come Belcolle a Viterbo o Andosilla a Civita Castellana.
Vogliamo: la cancellazione del DM 70/2016: conta il numero di vite salvate non gli accessi, una salute slegata dal profitto, che permetta a tutti e tutte di poter accedere all’assistenza sanitaria, una sanità territoriale, universale, gratuita, efficiente e umanizzata, assunzioni stabili e a tempo indeterminato per tutti i lavoratori e l’internalizzazione dei servizi e il fermo degli appalti al massimo ribasso.
Sabato 15 maggio dalle 10, di fronte all’ingresso del Punto di Primo Intervento dell’ospedale Sant’anna di Ronciglione e poi nella vicina piazza Vittorio Emanuele, si terrà un presidio sulla situazione sanitaria attuale, indetto dal Comitato di lotta Viterbo, dal S.I.Cobas Viterbo, dal Coordinamento Regionale Sanità e dall’Usb Viterbo.
Coordinamento regionale Sanità
Comitato di Lotta Viterbo
S.I. Cobas Viterbo
Usb Viterbo
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