Tuscania – “Tacchini & macarons”, è un libro leggero e profondo sulle pieghe della vita di provincia. Descrive una realtà in cui molti, in misure diverse, possono rispecchiare la propria. Un piccolo capolavoro sui possibili lietofine di una umanità disgraziata dalla nascita.
“Ho iniziato a pensare di scrivere questo libro alla fine del 2019 – racconta Carlo Patrizi -. Annotavo pagine sparse, quando al mattino andavo nella mia bottega di manufatti in ceramica nel centro storico di Tuscania. Mi portavo il pc e scrivevo. Avevo già in mente un ordine delle cose, una trama. Ma poi con il primo lockdown, dall’inizio del 2020 tutto si è fatto più chiaro e ogni episodio ha tirato dietro sé il successivo. Ho utilizzato così quel tempo di chiusura forzata per dare senso alle cose che avevo in mente e andare fino in fondo. Dare forma al mio racconto. Portarlo a termine. E quando poi l’ho pubblicato, ho scoperto una cosa che mai avrei immaginato così forte e chiara: la scrittura abbatte le barriere tra persone. Infatti da quando è uscito Tacchini & Macarons, a mano a mano che la gente lo leggeva mi scriveva e mi sono iniziati ad arrivare tanti messaggi, da persone conosciute, sconosciute o da sempre ignorate. Pensieri di diverso genere. Di apprezzamento, riflessione, riferimenti e parallelismi con le vite degli altri. Insomma una pioggia di annotazioni che ho apprezzato molto e che francamente non mi sarei mai aspettato”.
Per non essere uno scrittore professionista, Carlo Patrizi, tuscanese di origine, col successo ottenuto da questo primo esordio nella narrazione, testimonia che probabilmente non resterà l’unico esperimento di scrittura e pubblicazione. E, col suo libro “Tacchini & macarons” dona un volto umano, ricco di episodi e particolari, anche a quelle piazze apparentemente deserte o prive di vita e novità, come possono talvolta essere i luoghi di ritrovo fatti di riti abitudinari di ogni piccolo paese, dove tutto può apparire statico e ripetitivo mentre invece la vita scorre con più curve di come spesso si possa sospettare. Senza mai rinunciare o smettere di sognare per pretendere un’esistenza migliore.
“Il titolo contiene pezzi della storia – spiega l’autore -. Particolari apparentemente bizzarri che però hanno fatto parte di vissuti realmente accaduti e da cui ho preso spunto per il mio racconto. La storia di Micozzo. Un personaggio che ho costruito a partire da spaccati di vita reale. Un protagonista che, seppur immaginario, è un derivato di tutti quei frame di esperienze raccolte in anni a spasso per il mondo. Dove, a forza di non riuscire mai ad essere indifferente a niente, la mia osservazione quasi ossessiva mi ha portato a trarre da realtà vissute direttamente o indirettamente e racconti ascoltati, la voglia di riportarne una parte su carta”.
Quando la ricerca e l’auspicio di un riscatto dalle proprie origini diventa spinta vitale, tessere la storia di quanti hanno sentito troppo stretta la propria realtà, pur non avendo i mezzi per andarsi a cercare qualcosa di altro, diventa una trama avvincente.
“La realtà mi va stretta tutta – prosegue l’autore -. Per questo ho avuto l’esigenza di creare questa mia dimensione dove, attraverso la scrittura appunto, scoprire un modo per trovarla e renderla interessante”.
Tacchini & macarons è una sorta di viaggio alla ricerca di un banco di prova su cui misurarsi, liberandosi delle zavorre del passato, senza sentirsi per forza eterni falliti solo per essere nati nel posto sbagliato o circondati da quel niente che ti toglie tutto prima ancora di dartelo.
“Quando guardo il mondo e i gesti quotidiani di chiunque, guardare oltre e oltrepassare i particolari per arrivare ad una visione aerea dei comportamenti è un attimo. È imprescindibile per me – aggiunge l’autore -. Accade sempre. Indipendentemente dalla mia volontà. E poi è anche una questione di ‘agganci mentali’. Ovvero quando una cosa ti riporta ad un’altra e rimanda a ricordi, immaginazioni, racconti, vissuti. È nella mia natura la necessità di non fermarsi mai alla prima impressione sulle cose”.
La narrazione di Carlo Patrizi, attraverso la propria vena ironica, talvolta sarcastica e a tratti anche comica, svela uno sguardo trasversale sull’umanità, passando dalla superficie delle cose al cuore della loro essenza. Senza prendersi troppo sul serio, con uno stile quasi scanzonato che attrae proprio perché dal nascere senza pretese alla fine invece aggancia a tal punto da impedire a chi legge di riuscire a chiudere il libro. Spingendolo ad arrivare tutto d’un fiato all’ultima riga.
Un racconto che avvince e emoziona. Trasportando il lettore, insieme al protagonista Micozzo, da un piccolo paese immaginario, Girona, fino a Parigi. E tenendolo col fiato sospeso tra molteplici avventure e una abbondante dose di punti interrogativi e incertezze. Dove a guidare l’esistenza, così come il percorso di lettura, c’è quell’istinto primordiale e quel senso di sopravvivenza che, con curiosità, mette a fattor comune l’indole di rinascita continua che può nascondersi in ciascuno di noi.
Valeria Conticiani
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