Viterbo – Lega, è il giorno della resa dei conti. Stasera a Roma, i vertici del partito viterbese s’incontrano con il responsabile regionale Claudio Durigon.
Sono stati giorni complicati, quelli trascorsi. Prima con la sfiducia all’assessore comunale di Viterbo Enrico Maria Contardo. Azione del gruppo consigliare cui è corrisposta una reazione, l’addio di Ombretta Perlorca al partito. Quello di Viterbo, però. Nella Lega a livello nazionale, si è preoccupata di far sapere Perlorca, ci crede ancora.
La consigliera è sposata con Contardo e se per qualcuno la mossa poteva sembrare scontata, meno lo è stata quella di Alessandro Giulivi. Anche il sindaco di Tarquinia se n’è andato sbattendo la porta e portandosi dietro consiglieri e assessori leghisti. Da responsabile provinciale non ha gradito ingerenze.
Come se non bastasse, sono anche arrivate le intercettazioni relative al caso Siri e Arata, in cui Contardo si è trovato in mezzo. Di nessun rilievo giuridico, ma sono bastate a rendere l’aria ancora più irrespirabile.
Oggi a Roma, si tenta di ricucire. Da quando Umberto Fusco ha portato la Lega nella Tuscia, non si era mai arrivati a una contrapposizione così forte. O almeno, non era mai uscita fuori dalle sedi canoniche.
Per Contardo, la sua “cacciata” è dovuta all’avvicinamento al vice di Salvini, Crippa, con un incontro che si doveva tenere a Viterbo. Poi annullato. Ma gli uomini del capogruppo Micci a palazzo dei Priori rispediscono al mittente la motivazione: la sfiducia è arrivata per gli scarsi risultati ottenuti.
Ma c’è anche quella che viene ritenuta un’eccessiva presenza della Lega provinciale, in particolare nei comuni che andranno al voto. Tuttavia, c’è chi lascia capire che lo scontro sia un qualcosa di già sentito a Viterbo, in altri partiti. Il controllo romano. Da una parte chi lo auspica, dall’altra chi non lo accetta, rivendicando autonomia del territorio. Trattandosi di Lega, movimento così attento alle autonomie, sarebbe scontato che passasse la seconda linea.
Argomenti di cui discutere non mancano.
Fusco si è detto pronto anche a farsi da parte, qualora il suo operato non fosse giudicato adeguato. Tutto può accadere, ma alla vigilia dell’incontro, il quadro che appare più verisimile è una ricucitura, con buone possibilità di un rientro pure di Giulivi. Pare che i rapporti tra il sindaco di Tarquinia e il senatore Fusco siano rimasti intatti.
Ancora poche ore e si capirà se le acque dentro la Lega a Viterbo torneranno calme. Magari con la benedizione di Matteo Salvini.
Giuseppe Ferlicca
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