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Viterbo - 25 aprile - Il racconto di Alessandro Mangiavacchi, figlio dell'ultimo comandante della banda Biferali - FOTO E VIDEO

“Liberazione, Primo Nocilli ha aiutato i partigiani e la nascita della democrazia in questo paese”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Primo Nocilli era un compagno serio. Ha aiutato la lotta partigiana e la nascita delle democrazia in questo paese”. Un altro pezzo di storia di Viterbo. In occasione del 25 aprile, anniversario della liberazione dal nazifascismo, sul finire della seconda guerra mondiale.

A raccontarlo è sempre Alessandro Mangiavacchi, figlio di Gino, ultimo comandante della banda partigiana del Pci, Ferdinando Biferali. Suo predecessore, morto sotto i bombardamenti alleati, vicino Santa Maria in Gradi, dove c’era il carcere, che colpirono la città nel maggio del 1944. Un mese dopo l’arrivo degli angloamericani a Roma e poi Viterbo, con l’ultima scia di sangue lasciata dai tedeschi a Porta Fiorentina dove sta oggi il piazzale dedicato ad Antonio Gramsci.


Primo Nocilli

Primo Nocilli


Alessandro Mangiavacchi il 25 aprile stava a largo Biferali, quartiere Carmine, per lasciare un mazzo di fiori nella piazza dedicata al partigiano viterbese e commemorare tre suore dell’ospedale grande che facevano parte della banda gestendone armi e polveriera. E laddove possibile, facendo scappare i prigionieri dei fascisti. Maria Reginalda Gerzani, Maria Emidia Lucarelli e Maria Elena Jannini. Il tutto, grazie all’Anpi del presidente Enrico Mezzetti e alla Rete degli studenti medi della segretaria Bianca Piergentili. Il giorno in cui il Liceo classico di via Tommaso Carletti s’è dimenticato di aprire per tempo i cancelli con sindaco, presidente della provincia, consiglieri comunali e Anpi lasciati sull’uscio dell’istituto superiore dedicato al partigiano Mariano Buratti.


Viterbo - Largo Biferali

Viterbo – Largo Biferali


L’anniversario del giorno della Liberazione ha visto a Viterbo diverse celebrazioni. A piazza dei caduti, al liceo Buratti, piazzale Gramsci e largo Biferali. In più, un banchetto dell’Anpi al Sacrario, con le tessere fatte anche dal sindaco di Viterbo, Giovanni Arena, e dal consigliere comunale Alfonso Antoniozzi.



Primo Nocilli, classe 1910. Morto a 65 anni nel 1975. Fondatore, nel 1940, di una storica agenzia funebre, tra le più importanti del territorio. Borsalino, farfalla e e fazzoletto fuori dal taschino. Moustache a manubrio, e sguardo schietto, ironico. Simile al figlio, Sparterio. In più, i baffi. Facchino di Santa Rosa. Primo Nocilli, oltre ad essere stato uno dei più importanti imprenditori della città, è stato anche, così lo raccontano in molti, e Mangiavacchi ne è solo la conferma, un fiero antifascista e un sostenitore attivo della lotta partigiana. Punto di riferimento, infine, all’interno del partito comunista viterbese nel dopoguerra. In collegamento con Gino Mangiavacchi, comandante della Biferali e tramite con i gap romani del partito comunista da cui proveniva. Proprietario della polveriera di via Giulia a Roma dove operava Gianfranco Mattei, suicidatosi poi nel carcere di via Tasso dove qualche settimana prima era stato torturato Mariano Buratti.


Viterbo - Alessandro Mangiavacchi, figlio dell'ultimo comandante della Biferali

Viterbo – Alessandro Mangiavacchi, figlio dell’ultimo comandante della Biferali


“Nocilli – continua a raccontare Mangiavacchi – aiutava economicamente i partigiani. Io ho ancora alcune ricevute che conservava mio padre”. Il sostegno di Nocilli andava ai partigiani della Biferali nel cui elenco, caduto durante la guerra, compariva anche Vincenzo Turchetti. Parente, forse, di Primo. La madre si chiamava Filomena Turchetti.



“Nocilli – ricorda in un suo articolo Vincenzo Ceniti del Touring club – si aggiudicò l’appalto del comune di Viterbo per il trasporto delle salme e l’allestimento di funerali per i poveri, precedentemente affidato a Ugo Montalboldi. C’è da ricordare che mentre in precedenza per questo servizio il comune pagava una retta annua forfettaria all’impresa aggiudicatrice, con Nocilli si invertirono le condizioni: era lo stesso Nocilli a pagare il comune purché gli avesse concesso la privativa del servizio”.


Viterbo - Liceo classico Mariano Buratti

Viterbo – Liceo classico Mariano Buratti


“Primo Nocilli era un compagno serio – conclude infine Alessandro Mangiavacchi -, una persona sempre presente e attenta ai bisogni degli altri. Una persona che si dava da fare ogni volta che ce ne fosse la necessità, rischiando, e cercava sempre di capire il contesto sociale in cui viveva”.

Daniele Camilli


Multimedia: Le celebrazioni del 25 aprile – Video: Primo Nocilli – La storia delle tre suore della banda Biferali – Il sindaco antifascista– La città ricorda il giorno della Liberazione

Articoli: “Liberazione, tre suore aiutavano i comunisti e facevano scappare i prigionieri dall’ospedale…” – Il sindaco Arena: “Mi sono iscritto all’Anpi come antifascista, a sostegno della libertà e della democrazia” – “L’Anpi e le nuove generazioni sono i partigiani della costituzione”“Siamo qui per tenere vivo il senso del 25 aprile”


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4 maggio, 2021

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