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Salute - Via libera della Asl alla riorganizzazione della rete integrata delle malattie infiammatorie e autoimmuni

Nella Tuscia oltre seimila coi “reumatismi”, impegno coi pazienti per diagnosi e cura

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Viterbo - L'ospedale di Belcolle

Viterbo – L’ospedale di Belcolle


Viterbo – (sil.co.) – Via libera della Asl alla riorganizzazione della rete integrata delle malattie reumatologiche infiammatorie e autoimmuni. Obiettivo: costituire un punto di riferimento, responsabile il dottor Carlo Meschini,  per la diagnosi e la terapia e convogliare i casi di maggiore complessità agli ambulatori ospedalieri di secondo livello.

“Nella Tuscia – come si legge nel documento redatto dal direttore unità operativa medicina generale polo ospedaliero Meschini, allegato alla delibera firmata il 30 aprile – con una popolazione di 322.195 abitanti, si stima che vi siano oltre 6mila pazienti affetti da patologie reumatiche immunoflogistiche che necessitano di un intervento altamente qualificato e integrato, dal rapido accesso in regime ambulatoriale alla possibilità di accedere a prestazioni in regime di ricovero breve e/o day service”. 


Carlo Meschini

Carlo Meschini


 “Le malattie reumatiche – ricorda Meschini – sono oggi la prima causa di assenze dal lavoro e la seconda causa di invalidità, responsabili della metà delle assenze superiori ai tre giorni, del 60% dei casi di inabilità al lavoro e del 27% delle pensioni di invalidità erogate dallo Stato. La maggioranza dei pazienti con malattie reumatiche invalidanti ha un’età compresa fra i 45 e i 64 anni, cioè nel pieno della vita lavorativa attiva: il dolore, il sintomo principale di queste malattie, compromette la capacità lavorativa e produttiva e ha severe ripercussioni sulla attività lavorativa, sulla qualità e sull’aspettativa di vita”.

Obiettivo della rete è la presa in carico di tutti i cittadini della provincia di Viterbo con sospetta o certa malattia reumatologica, ottemperando a tutte le attività di prevenzione, garantendo la diagnosi precoce e il trattamento più appropriato. Attualmente si stima che oltre la metà dei casi non vengono opportunamente diagnosticati e trattati.

“Purtroppo l’emergenza Covid-19 e le restrizioni imposte dalle autorità per contrastarla hanno avuto un effetto negativo sulle diagnosi che, a livello nazionale, negli ultimi 6 mesi a partire dal 31 gennaio 2020 sono diminuite del 40% (39,8%) rispetto al 2019″, si sottolinea.


Reumatismi - Segni e sintomi di allerta

Reumatismi – Segni e sintomi di allerta


L’importanza della diagnosi precoce in reumatologia è sottolineata da un dato drammatico: se si considerano le patologie a potenziale invalidante, nel 10% dei casi si registra uno stato di invalidità lavorativa totale e permanente dopo solo due anni dall’insorgenza, nel 30% dopo cinque anni e nel 50% dopo dieci anni. 

Il progetto prevede che lo specialista, alla prima visita,  apra una cartella personale informatizzata dell’utente che entrerà così nella rete di presa in carico, e definisca i passi successivi (approfondimento diagnostico) o se necessario l’invio ad altri livelli di complessità. Ovviamente se possibile (in base al carattere di urgenza e complessità della prestazione) il paziente verrà inviato all’ambulatorio a lui più vicino, la presa in carico da quel momento sarà garantita in questa ottica di prossimità. 

Passaggio importante, tranne la prima visita che sarà prenotabile al Cup, tutti i controlli e i follow, nelle intenzioni, verranno gestiti su agenda pubblica esclusiva direttamente dagli specialisti.

Gli stessi garantiranno le consulenze presso i reparti se l’ambulatorio coincide con il contesto ospedaliero e riserveranno uno spazio ambulatoriale per le derivate da Ps. Le liste di attesa degli specialisti reumatologi dovrebbero essere diversificate, prevedendo un canale dedicato per le persone con sospetto di malattie reumatiche autoimmuni, pertanto andrà specificato sempre il quesito diagnostico. 

Per quanto riguarda gli accessi in day hospital o in week hospital saranno predisposte delle apposite liste d’attesa e dei calendari programmati per i cicli di terapia.


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4 maggio, 2021

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