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Viterbo - Martedì 11 maggio alle 10.30 nel dipartimento di Scienze politiche e Relazioni internazionali dell’università della Tuscia

Presentazione del volume “Stereotipo e pregiudizio”

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Viterbo - Unitus - La chiesa di Santa Maria in Gradi

Viterbo – Unitus – La chiesa di Santa Maria in Gradi


Viterbo – Martedì 11 maggio, alle 10.30, il dipartimento di Scienze politiche e Relazioni internazionali dell’università degli studi della Tuscia ospiterà online la presentazione del volume “Stereotipo e pregiudizio. La rappresentazione giuridica e mediatica della violenza di genere” a cura di Flaminia Saccà (Franco Angeli, 2021), che illustra i risultati del progetto “Step-Stereotipo e pregiudizio. Per un cambiamento culturale nella rappresentazione di genere in ambito giudiziario, nelle forze dell’ordine e nel discorso dei media”, realizzato dall’Università degli Studi della Tuscia, in partnership con l’Associazione Differenza donna ong e con il contributo della presidenza del consiglio dei ministri – dipartimento per le Pari opportunità.

Il progetto, sotto la direzione scientifica di Flaminia Saccà, ha indagato gli stereotipi e i pregiudizi di genere che caratterizzano la rappresentazione della violenza maschile contro le donne in ambito giudiziario, attraverso l’analisi di 283 sentenze, e nel linguaggio dei media, mediante l’analisi di un corpus di 16.715 articoli di giornale.

Dalla ricerca è emerso come i maltrattamenti familiari rappresentino da soli circa la metà dei reati di violenza contro le donne (51%), lo stalking il 30,7%, la violenza sessuale il 17,1%, il femminicidio lo 0,7%, evidenziando come il pericolo, per le donne, provenga principalmente dall’ambito domestico-familiare.

Tuttavia, nella rappresentazione sociale della violenza contro le donne restituita dalla stampa il reato più diffuso e problematico risulta essere lo stalking con ben il 53,4% degli articoli, seguito dai casi di omicidio/femminicidio (44,5%). Solo al terzo posto, con uno scarso 14%, troviamo la violenza domestica, ovvero i maltrattamenti familiari che, invece, rappresentano la maggioranza dei reati perpetrati contro le donne. Quasi come se la violenza domestica fosse vissuta come un problema minore. Una non notizia. Un fenomeno fisiologico alle dinamiche di coppia. Una normalizzazione della violenza che rischia di lasciare le donne più sole e più indifese.

Inoltre, quando la violenza contro le donne si consuma all’interno di un rapporto di prossimità è facile che – sia nel racconto della stampa, sia nelle sentenze giudiziarie – essa venga ricondotta alla gelosia, ad un raptus improvviso o ad un rapporto di coppia conflittuale. In quest’ultimo caso, la violenza viene narrata come estrema conseguenza di un litigio, con l’effetto di rendere entrambi i partner responsabili dell’accaduto e, ancora una volta, di normalizzare i comportamenti violenti di cui le donne sono vittime. La deresponsabilizzazione del maltrattante è quindi una costante, sia nella rappresentazione mediatica della violenza, sia nelle aule giudiziarie, frutto di una cultura che tabuizza ancora l’atto di accusa di una donna nei confronti dell’uomo che la maltratta.

L’evento si aprirà con i saluti di Stefano Ubertini, mnagnifico rettore dell’università degli studi della Tuscia. A coordinare i lavori sarà Francesca Paci, giornalista, che modererà gli interventi, di Flaminia Saccà, curatrice del volume, nonché responsabile scientifica del progetto Step e presidente del corso di laurea in Scienze politiche e delle Relazioni internazionali, di Elisa Ercoli, presidente dell’associazione Differenza donna ong, di Maria Teresa Manente, vicepresidente e responsabile dell’ufficio legale di Differenza donna ong, di Fabrizia Giuliani, dell’università di Roma “La Sapienza” e consulente linguista nel progetto Step. A concludere i lavori sarà l’intervento di Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità.

Saranno altresì presenti gli altri autori del volume: Rosalba Belmonte, Ilaria Boiano, Luca Massidda e Michele Negri.


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10 maggio, 2021

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