Orte – (a.c.) – “L’ex assessore all’Agricoltura Daniele Proietti sta facendo passare il messaggio che il comune di Orte abbia ottenuto un finanziamento regionale da 149mila euro per il carciofo ortano, ma non è vero. I soldi li hanno presi al Dibaf dell’università della Tuscia e li gestiranno interamente loro”. Roberta Savoia, ex capogruppo di Idee chiare in consiglio comunale, interviene sul tema del progetto di recupero del carciofo ortano, presentando le sue puntualizzazioni.
“Il comune di Orte non viene nemmeno citato nel bando – precisa Savoia – per cui non è corretto far credere alla gente, anche in maniera velata, che questi 149mila euro arriveranno qui”.
“Per il momento il comune di Orte ha soltanto speso soldi per questo progetto di recupero – continua l’ex consigliera comunale -. Tra campo catalogo e pagamenti al Dibaf per la pratica sulla richiesta d’ingresso nel registro regionale delle biodiversità, abbiamo impegnato circa 20mila euro. Speriamo un giorno di poter dire che siamo rientrati dall’investimento e che ci siano davvero risultati concreti per l’economia locale”.
Savoia ricorda anche che “i soldi per il campo catalogo erano stati liquidati già da un anno, quindi l’inaugurazione è arrivata in forte ritardo” e che “la prima delibera ufficiale per il recupero del carciofo ortano risale alla giunta di Idee chiare guidata da Moreno Polo, quindi Proietti non si è inventato niente”.
“Ben venga la promozione del prodotto e di un’eccellenza locale – conclude Savoia – ma si faccia chiarezza e soprattutto attenzione su quanti soldi ci costa”.
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