Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Anche tu redattore - Viterbo - La segnalazione di Roberto Guazzarotto

“Vi racconto come stanno uccidendo mio padre, temo che un tampone sia stato di un altro…”

Condividi la notizia:

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo il racconto di Roberto Guazzarotto, condiviso anche sui social, sulla vicenda che ha riguardato il padre Filippo, positivo al Covid.
Tusciaweb è a disposizione degli interessati per eventuali repliche o chiarimenti sulla vicenda.

– Vi racconto come stanno uccidendo mio padre.

Il giorno 22 aprile 2021 ho fatto fare le analisi a mio padre. Quattro ore dopo mi chiama il laboratorio analisi dicendomi che mio padre aveva una grave anemia che probabilmente dipendeva da una piccola emorragia interna e di chiamare subito un’ambulanza e portarlo subito in ospedale.


Roberto Guazzarotto

Roberto Guazzarotto


Arrivati al pronto soccorso del Belcolle a Viterbo, dopo circa 4 ore di attesa, esce un dottore che ci dice: “Il paziente è stabile. Abbiamo fatto il tampone, è negativo. Abbiamo fatto una lastra al torace, tutto ok. Ma dobbiamo fargli una trasfusione di sangue, potete andare a casa che la notte la passera qui”. Noi restiamo fuori fino alle 23 e poi andiamo a casa per riposare.

Alle 6 del mattino successivo mi chiama mio padre dicendomi: “Mi hanno messo in isolamento perché sono positivo al Covid-19”. Io non credendogli mi vesto e parto per andare a Viterbo. Arrivato fuori dal pronto soccorso, chiamo mio padre per tranquillizzarlo che era impossibile. Poi chiamo un dottore per sapere informazioni ma, nel mentre, mi chiamano al cellulare dicendomi che il tampone delle 19,30 era risultato positivo. Io impreco dicendo che era impossibile. Mi rispondono che i tamponi non sbagliano.

Inoltre mettono me e mio fratello in quarantena e ci dicono di fare il tampone (mai vista una Asl così veloce: in un minuto email con quarantena obbligatoria, ricetta per il tampone e certificato per il lavoro) intimandomi di andare subito a casa altrimenti chiamavano i carabinieri. Così faccio, poi mi metto al telefono per chiamare i dottori per sapere di mio padre (che non esce di casa da 5 anni).

Parlando con i dottori ed esponendo le mie ragioni, li convinco a fare altri tamponi: ne fanno due distanziati di tre giorni e risultano tutti e due negativi. Ma ormai era troppo tardi: mio padre era stato già ricoverato al reparto Covid 1. Nel chiamare e arrabbiandomi tutti i giorni, lo trasferiscono in medicina in isolamento perché era stato in un reparto Covid. Nemmeno a dirlo, il primo maggio diventa positivo al Covid-19 e riviene trasferito in un reparto Covid a seguito di un tampone positivo (chissà perché…).

Un calvario a un uomo di 83 anni, malato di cuore e altre patologie: dopo 13 giorni di ospedale è positivo e io e mio fratello siamo ancora a casa ad arrabbiarci con la Asl e con i dottori che non ci hanno creduto ma soprattutto dicendomi che devo stare a casa. Loro non sbagliano, sono professionisti…

Ho registrato tutte le chiamate, appena uscirò farò una denuncia a questi supereroi perché quello che mi mette più paura, e spero di sbagliarmi, che quel tampone di mio padre positivo evidentemente era di un’altra persona positiva che magari sta in giro oppure ricoverato in un reparto normale. Grazie professionisti…

Roberto Guazzarotto


Schermata-2021-05-04-alle-18.20.15 Schermata-2021-05-04-alle-18.20.47

Il post Facebook di Roberto Guazzarotto


Anche tu redattore – le segnalazioni dei lettori

Chiediamo a tutti i lettori di segnalare ogni situazione interessante giornalisticamente.

Un ingorgo nel traffico, una festa, una sagra, un incidente, un incendio o qualsiasi situazione che secondo voi merita attenzione a Viterbo e in tutta la Tuscia. Basta azionare il telefonino, fotografare e scrivere due righe con nome e cognome inviandole alla redazione, specificando se si vuole essere citati nell’articolo e/o come autori delle foto, e far riferimento all’iniziativa “Anche tu redattore”. In ogni caso va inserito un proprio contatto telefonico (preferibilmente cellulare) che, ovviamente, non sarà reso pubblico. Le foto e i video devono essere realizzate da chi fa la segnalazione. Alcuni tipi di segnalazione, per chiari motivi legali e giornalistici, non possono essere pubblicate senza firma esplicita con nome e cognome. Tusciaweb si riserva di pubblicare o meno a propria assoluta discrezione le segnalazioni.

Insieme potremo fare un giornale sempre più efficace e potente al servizio dei cittadini della Tuscia. I materiali inviati non vengono restituiti e divengono di proprietà della testata.

Tutti i materiali inviati alla redazione, attraverso qualsiasi forma e modalità, si intendono utilizzabili in ogni forma e modo e pubblicabili. I materiali non vengono restituiti. Le foto verranno marchiate con “Tusciaweb copyright”.

Tusciaweb non ha nessun obbligo di pubblicazione.

Puoi inviare foto, video e segnalazioni contemporaneamente a redazione@tusciaweb.it e redazione.tusciaweb@gmail.com. In questo caso i testi vanno inviati in allegato in word.

Puoi anche usare WhatsApp con questo numero 338/7796471 senza nessun costo.


Condividi la notizia:
5 maggio, 2021

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

   


 

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tag/renzo-trappolini/