![]() Viterbo – Il circolo Arci “Il cosmonauta” |
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 24 e il 25 giugno si terrà al circolo Arci “Il cosmonauta” la rassegna “Due giorni libresca” in cui verranno presentati le opere prime di due autori viterbesi Riccardo Paccosi e Francesco Berni.
La rassegna promuove due autori locali che hanno pubblicato recentemente un saggio sulle conseguenze antropologiche sociali della pandemia, e un romanzo sulle peripezie di un oste di provincia a cui hanno impedito di lavorare.
Il primo appuntamento è il 24 giugno alle 18,30 con la presentazione di “Un mondo senza danza” di Riccardo Paccosi, intervistato da Francesco Berni e accompagnato da un breve reading teatrale basato su parti del libro nonché dalle musiche dal vivo per arpa neo-celtica FX, loops e vocals di Andrea seki.
“Un mondo senza danza” libro edito dalla giovane casa editrice Crowdbooks nel marzo 2021, scritto dall’attore e regista teatrale Riccardo Paccosi, il quale traendo spunto dalla sua pluridecennale attività di divulgazione della filosofia attraverso il teatro, ha realizzato un saggio in forma di glossario che propone 21 stratagemmi – uno per ciascuna lettera del vecchio alfabeto italiano – finalizzati a decodificare e contrastare la “Covideologia”, ovvero quella narrazione mediatica e istituzionale intorno all’emergenza pandemica che, da un anno, avvolge quotidianamente la vita di ciascuno.
Attraverso i vari capitoli del glossario – da A come Autonomia a Z come Z Generation, da C come Coca cola a I come Impotenza – il testo non entra nel merito tecnico-sanitario della vicenda, bensì si sofferma sulle devastanti conseguenze psicosociali e antropologico-culturali d’un distanziamento sociale che alcuni sembrano, invece, auspicare come permanente.
Il secondo appuntamento è il 25 giugno alle ore 18,30 in cui Francesco Berni, intervistato dal musicista, editor e scrittore Gabriele “Gabbo” Ludovici, presenterà il suo romanzo d’esordio “Oberdan si lamentava”.
“Oberdan si lamentava”, piccolo caso editoriale, di questa stagione molto complicata per l’editoria indipendente, si basa sulle peripezie di un proprietario di un’osteria cocktail a cui viene ”impedito di lavorare”. La sua nemesi è un politico di quarta categoria molto potente: l’assessore Brasile, che viene solo evocato e non appare mai, quasi a indicare l’ormai intangibilità del potere e dei potenti.
Il libro, seppur ambientato nel periodo pre-Covid, rappresenta uno spaccato letterario sulla professione del ristoratore, su un settore che ha vissuto più di ogni altro la retorica del cosiddetto “capitalismo personale”, il quale oltre alla dinamica del “reinventarsi” e dell’essere “imprenditori di se stessi” ha partorito una condizione di miseria esistenziale generalizzata: competitività nella solitudine e attività lavorative sulla soglia della mera sopravvivenza.
Oberdan si lamentava può essere definito proprio per questo un romanzo umoristico di cattivissima e amara satira sociologica sulle ultime illusioni del post-fordismo e di una certa retorica sul merito e sulla gastronomia come traino del Belpaese.
L’avviso è riservato ai soci Arci ed è consigliato prenotarsi, in quanto è previsto un afflusso massimo di 30 persone, le presentazioni si terranno nel giardino de “Il cosmonauta” in via dei Giardini 11 a Viterbo.
Circolo Arci “Il cosmonauta”
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY