Roma – Torna in carcere il “conte nero”, Ranieri Piccolomini, pronipote di papa Pio II. Negli anni Novanta faceva il tatuatore a Viterbo, al pianoterra del palazzo nobiliare della nonna in via del Giglio, e fu coinvolto nell’inchiesta per l’omicidio Segatori.
Ranieri Piccolomini
Mercoledì sera è stato arrestato a Roma con l’accusa di furto e porto abusivo di arma da fuoco. Si aggirava su Ponte Sisto a Trastevere qusndo è stato fermato dalla polizia in stato confusionale. Poco prima aveva trafugato l’arma da casa del padre e i familiari, allarmati da cosa potesse fare hanno informato la polizia. Con numerosi precedenti per rissa, lesioni, traffico di droga, e violenza, nel 1996 fu arrestato e prosciolto dall’accusa di aver assassinato il giovane viterbese Paolo Segatori. Per le sue simpatie di estrema destra è conosciuto anche come il “conte nero”.
Sono passati 25 anni da quando fu accusato di omicidio per la morte di Paolo Segatori, 22 anni, giovane viterbese assassinato con venti coltellate nell’estate del 1996, cui pochi giorni prima aveva tatuato una farfalla com un teschio su un avambraccio. All’epoca il Conte Nero aveva 25 anni e fu prosciolto dall’accusa di aver partecipato all’omicidio con altri giovani coinvolti in un traffico di stupefacenti dopo 23 giorni di prigione.
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