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Sport - Calcio - Serie D - Il presidente del Monterosi, Luciano Capponi, a ruota libera dopo la vittoria del campionato: "La squadra potrebbe chiamarsi Monterosi Tuscia" - Stadio: ipotesi Viterbo sempre più certa

“D’Antoni è già confermato, magari adesso vi dico che voglio arrivare in serie B…”

di Samuele Sansonetti
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Sport - Calcio - Monterosi - Il presidente Luciano Capponi

Sport – Calcio – Monterosi – Il presidente Luciano Capponi


Monterosi – Dalla Seconda categoria alla serie C. La favola del Monterosi, partita nel 2014 con il presidente Luciano Capponi alla guida, ha toccato il punto più alto domenica scorsa con la vittoria del campionato di serie D.

La squadra di un paese di poco più di 4.500 abitanti si andrà a confrontare con squadre del calibro di Bari, Juve Stabia, Catania, Palermo, Teramo, Foggia e Casertana. Un epilogo sensazionale arrivato a tre giornate dalla chiusura della regular season, in un Martoni a porte chiuse ma comunque in festa.

Tra i presenti allo stadio, logicamente, il presidente Luciano Capponi, che dopo aver smaltito il pomeriggio di festeggiamenti nella giornata di ieri ha affidato ai canali social del club un lungo videomessaggio. Tanti gli spunti del numero uno biancorosso tra ringraziamenti, campo da gioco, allenatore e progetti futuri.

Oggi è il 31 maggio – ha esordito Capponi – ed è fin troppo facile ringraziare. I nomi sono tantissimi, sono quelli di tutte le persone che hanno condiviso un sogno insieme a me. Tutto è iniziato con la costruzione di un campo d’erba in quel ridente paesino chiamato Monterosi nel lontano 2014. Sto parlando di persone che hanno dato veramente tutto per la realizzazione di un sogno e si sa, i sogni a volte possono diventare realtà. Questo accade quando c’è una grande determinazione, una straordinaria unità d’intenti e una professionalità che determina geometrie funzionali“.

Subito dopo Capponi ha parlato della questione stadio, che sicuramente non sarà il Martoni. Tra Viterbo (ipotesi sempre più certa dopo l’incontro di ieri con i vertici della Viterbese) e altre possibilità (Rieti e L’Aquila), il presidente non ha risparmiato qualche frecciatina all’amministrazione comunale “di casa”.

Il Monterosi è in serie C ma non è una tappa definitiva – ha proseguito Capponi -. E’ una tappa di scorrimento come tutto nella vita. Quando sono arrivato il Monterosi era in Seconda categoria e giocava su un campo di pozzolana. Mi chiamavano pazzo e sì, signori, sono pazzo perché credo nei sogni e nel lavoro. Per la prossima stagione speravo di giocare sul nostro campo, bastava poco. Non dico che bastava crederci perché è difficile credermi, ma partecipare un pochino e dare un po’ di speranza allo straordinario lavoro fatto dai componenti della mia squadra. Il titolo di questo film potrebbe essere ‘Vincere per emigrare’. Noi dovremo emigrare e andare in un altro stadio. Perché non a Monterosi? Perché non aver compreso l’indotto economico del poter invitare squadre come Palermo, Catania e Catanzaro? Non era forse una buona cosa per le attività commerciali?“.

Infine un pensiero sulla vittoria del campionato, tra allenatore e programmazione futura.

Il regalo più bello della giornata di domenica è stato il pianto di Carlo, Carletto, lo storico custode ma anche quello di Sergio – ha concluso Capponi –. Non ci sarà nessun confronto con D’Antoni perché è già confermato. Il mio calcio è un altro calcio, non è il calcio della violenza e della sopraffazione dei procuratori. Sono felice di essere arrivato in serie C perché è un palco un pochino più grande e dove c’è la possibilità di esprimere qualche opinione che possa essere ascoltata in maniera più precisa. Magari adesso vi dico che voglio arrivare in serie B. Questa piccola squadra si chiama Monterosi ma potrebbe diventare magicamente Monterosi Tuscia e la Tuscia ha 360mila abitanti. Non me lo auguro ma chissà”.

Samuele Sansonetti

 


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1 giugno, 2021

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