![]() Renzo Trappolini |
Viterbo – Quando si dice Dio li fa, poi l’accoppia. Succede e a volte lei e lui entrano nella storia insieme. Ugur Sahin e Ozlem Tureci sono la coppia grazie a cui studi e alle ricerche della loro BioNTech un vaccino comincia a respingere gli attacchi Covid. Dopo 180 milioni di colpiti e quattro milioni di morti.
Benemeriti dell’umanità, come Marie e Pierre Curie che svelarono forza e pericoli della radioattività. Marie, polacca, emigrata in Francia per studiare col marito. Nobel due volte e tre se si considera il premio riconosciuto alla figlia Irène. Ugur Sahin portato in Germania dal padre operaio turco in cerca di lavoro per dargli l’avvenire, arrivato dopo anni di impegno con la moglie anch’essa di origine ottomana.
Scienziati, loro come tutti gli altri, da Ippocrate in poi, di cui ricordarsi sempre e con gratitudine. Cominciando ora che stiamo tornando – forse – alla vita di prima di un anno e mezzo fa.
Quando gli chiesero chi lo avesse colpito di più tra le centinaia di intervistati illustri dei quali aveva scritto, Enzo Biagi rispose: “Albert Sabin, lo scopritore del vaccino antipolio e, nel mio studio, accanto a quelle delle persone che hanno segnato la mia vita, c’è anche la sua fotografia”. Pure lui, Sabin, aveva cominciato in esilio, da ebreo polacco riparato negli Stati Uniti. Non fece però brevettare la sua scoperta e non potè diventare milionario come pare Sahin e Tureci.
Un ricercatore, diceva Sabin, tenta cento volte e poi, forse, una gli riesce. Quindi, anzitutto, studio, studio e studio. Quello che oggi si ha l’impressione qualcuno voglia talora sostituire con un’infarinata di luoghi comuni, di sintetiche affermazioni o negazioni brutali e spesso bugiarde sui social. Più influenti e formativi, questi, di una scuola obiettivamente trascurata dallo stato ed in cui l’autorità del maestro si regge sulla organizzazione e sulla professionalità che ingenerano rispetto, escludendo quello straniante e consolatorio uso del “tu” che tutto livella nella convinzione improvvida che tutto sia livellabile. Uno uguale a uno!
No, io non sono uguale a Sabin, a Marconi, a madame e monsieur Curie, a Luigi Pasteur e a questi oriundi turchi che, per inventare, tanto hanno studiato.
Quindi, grazie!
Renzo Trappolini
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