Viterbo – “Sì come schiera d’api che s’infiora/una fiata e una si ritorna/là dove il suo laboro s’insapora”. Dante Alighieri 700 anni fa raccontava, così, le api. Quelle che ieri, in giornata, hanno invaso, si fa per dire, Viterbo. Un po’ ovunque, per la sciamatura che fanno in primavera. Niente di allarmante, solo un po’ di natura, ogni tanto, a dirci, pure in città, che chiunque ne è parte.
Viterbo – Apicoltori in via Garbini
Piazza Gramsci, via Garbini. Le immagine inviate a Tusciaweb da un lettore, riprendono queste due zone. Con tanto di vigili del fuoco al lavoro per dargli un’altra collocazione. Ed evitare che entrino a contatto con gli umani. Saprebbero come difendersi, ma alla fine, a soccombere, sarebbero loro. Piccoli insetti sociali della tribù degli Apini. Allevate dal sapiens, due specie: Apis mellifera e Apis cerana. Fondamentali in natura. Ispiratrici di simboli e metafore. Uno dei punti di riferimento dell’immaginario collettivo nel corso dei secoli.
Importante, se si incontrano o sentono ronzare per l’aria, non avere paura, non infastidirle e chiamare il 115 che a sua volta recluterà gli apicoltori. Ucciderle è assolutamente vietato.
Viterbo – Vigili del fuoco e apicoltori in via Garbini
“Più del 40% delle specie di invertebrati in particolare api e farfalle – sta scritto sul sito internet dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – che garantiscono l’impollinazione, rischiano di scomparire; in particolare in Europa il 9,2% delle specie di api europee sono attualmente minacciate di estinzione (Iucn, 2015). Senza di esse molte specie di piante si estinguerebbero e gli attuali livelli di produttività potrebbero essere mantenuti solamente ad altissimi costi attraverso l’impollinazione artificiale. Le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo”.
Viterbo – Sciami d’api
“Negli ultimi 50 anni – prosegue il sito dell’Ispra – la produzione agricola ha avuto un incremento di circa il 30% grazie al contributo diretto degli insetti impollinatori. A scala globale, più del 90% dei principali tipi di colture sono visitati dagli apoidei e circa il 30% dai ditteri (tra cui le mosche), mentre ciascuno degli altri gruppi tassonomici visita meno del 6% delle colture. Alcune specie di api, come l’ape occidentale (Apis mellifera) e l’ape orientale del miele (Apis cerana), alcuni calabroni, alcune api senza pungiglione e alcune api solitarie sono allevate (domesticate); tuttavia, la stragrande maggioranza delle 20.077 specie di apoidei conosciute al mondo sono selvatiche”.
Ieri a Viterbo le api stavano in giro per la sciamatura, come ogni anno in primavera. Attaccate sui rami e le ringhiere, sopra le macchine o sulle persiane di case. Viaggiattrici che cercano un posto dove continuare a vivere e costruire nuove colonie perché la famiglia originaria è diventata troppo numerosa. Nasce una nuova ape regina e quella vecchia si trasferisce a formare un’altra famiglia con una parte delle api operaie.
Un’ape
Gli sciami possono contare fino a 20 mila api, con la regina al centro e tutte le altre che la scortano. Quelli che si vedono in questi giorni in città sono rifugi temporanei, in vista di una sistemazione definitiva.
Un’ape
“Gli impollinatori – sottolinea infine l’Ispra – svolgono in natura un ruolo vitale come servizio di regolazione dell’ecosistema. Si stima che l’87,5% (circa 308 mila specie) delle piante selvatiche in fiore del mondo dipendono, almeno in parte, dall’impollinazione animale per la riproduzione sessuale, e questo varia dal 94% nelle comunità vegetali tropicali al 78% in quelle delle zone temperate. E’ stato dimostrato che il 70% delle 115 colture agrarie di rilevanza mondiale beneficiano dell’impollinazione animale; inoltre l’incremento del valore monetario annuo mondiale delle produzioni agricole ammonta a circa 260 miliardi di euro. In Europa la produzione di circa l’80% delle 264 specie coltivate dipende dall’attività degli insetti impollinatori. Le api forniscono inoltre preziosi prodotti dell’alveare quali: miele, polline, pappa reale, cera, propoli, da sempre utilizzati ed apprezzati dall’uomo”.
Daniele Camilli
Video: L’invasione delle api
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