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Copenaghen - Il testo è stato presentato dal governo socialdemocratico della prima ministra Mette Frederiksen e ha trovato l'appoggio della destra, anche quella estrema

La Danimarca approva una legge per la costruzione di centri per richiedenti asilo fuori dall’Ue

di Edoardo Venditti
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Copenaghen – Stretta della Danimarca sull’immigrazione, il parlamento di Copenaghen approva una legge per dissuadere l’arrivo di nuovi migranti nel paese.


Mette Frederiksen

La prima ministra danese Mette Frederiksen


La legge, approvata con 70 voti favorevoli e 24 contrari, prevede che le domande di asilo o di altre forme di protezione internazionale presentate dai migranti che intendono raggiungere la Danimarca vengano esaminate in centri collocati al di fuori del territorio nazionale, in “paesi terzi” al di fuori dell’Europa. 

Questi centri “delocalizzati”dovranno, come scrive il Post, accogliere i richiedenti asilo anche anche dopo che la loro domanda verrà accettata, e dovranno anche procedere alle espulsioni per coloro che riceveranno un rifiuto. I migranti che presenteranno richiesta d’asilo alla Danimarca, non potranno comunque entrare nel paese. Ancora non è chiaro in quale paese extraeuropeo verranno collocati i centri, ma il Post scrive che negli ultimi giorni si è parlato più volte del Ruanda, anche se il giornale precisa che il governo di Copenaghen non si è ancora espresso in merito.

La legge è stata presentata dal governo socialdemocratico guidato dalla prima ministra Mette Frederiksen ed è stata approvata con un’ampia maggioranza. Hanno infatti appoggiato la proposta la destra e l’estrema destra, mentre vi ci sono opposti alcune formazioni di sinistra. 

Voci di protesta contro questa controversa legge si sono levate da più parti a livello internazionale. Anche dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiuati (Unhcr). Un mese fa, Gillian Triggs, assistente dell’Alto commissariato, aveva affermato: “L’Unhcr rimane fermamente contrario alle iniziative di esternalizzazione che trasferiscono forzatamente i richiedenti asilo in altri paesi. L’esternalizzazione sposta semplicemente le responsabilità in materia di asilo altrove ed elude gli obblighi internazionali. Tali pratiche minano i diritti di coloro che cercano sicurezza e protezione, li demonizzano e li puniscono e possono mettere a rischio le loro vite”.

Edoardo Venditti


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3 giugno, 2021

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