Viterbo – La consegna delle medaglie d’onore in prefettura – Il figlio Elvio Potenziani per Filippo Potenziani
Viterbo – “Al momento della liberazione pesava 34 chili”. E’ la storia di Filippo Potenziani, nato a Fumone nel 1924 e deportato nei campi di concentramento nazisti nel 1943. Questa mattina, in sala Coronas, palazzo del governo in piazza del plebiscito a Viterbo, il prefetto Giovanni Bruno, e assieme a lui il questore, il procuratore capo e i comandanti delle forze armate, gli hanno consegnato la medaglia d’onore concessa ai cittadini italiani deportati e internati nei lager tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Persone che hanno detto no all’occupazione tedesca dopo l’8 settembre.
Assieme a Potenziani, questa mattina sono state consegnate anche altre due medaglie d’onore. Ad Armando Cutigni e Nicola Ranucci. A ritirare le onoreficienze figli e nipote. Rispettivamente Franco Cutigni, Elvio Potenziani e Marco Ranucci. L’occasione, oggi, è quella della festa della Repubblica nata dal referendum del 2 giugno 1946, giorno in cui venne eletta anche l’assemblea costituente che sarà poi chiamata a scrivere la Costituzione entrata in vigore il primo gennaio 1948.
Viterbo – La consegna delle medaglie d’onore in prefettura – Il figlio Franco Cutigni per Armando Cutigni
Tre storie drammatiche e per molti versi incredibili. Potenziani venne torturato e sopravvisse a stento, arrivando a pesare 34 chili. Nicola Ranucci, nato alla fine dell’ottocento, ha combattuto due guerre mondiali, tutt’e due dall’inizio, e alla fine della seconda venne deportato. Armando Cutigni riuscì invece a scappare e a fare ritorno in Italia.
“Nicola Ranucci – sta scritto nella motivazione dell’onoreficienza letta prima della consegna della medaglia –, nato a Sorinao nel Cimino il 7 agosto 1893, ha combattuto nella prima guerra mondiale quale subalterno e successivamente quale comandante di batteria in reparti di artiglieria da fortezza. Richiamato nel settembre del 1939, ha combattuto in Africa settentrionale con il grado maggiore e tenente colonnello. Rientrato in Italia nel 1942, dopo un periodo di convalescenza, fu destinato dapprima a Riva del Garda e quindi il 5 gennaio 1943 fu trasferito a Mantova in forza al 122° reggimento artiglieria di marcia quale comandante del 26° gruppo cannoni“.
Viterbo – La consegna delle medaglie d’onore in prefettura – Il nipote Marco Ranucci per Nicola Ranucci
“Il 9 settembre dello stesso anno – prosegue la motivazione – fu catturato dalle truppe tedesche a Mantova ed internato in diversi campi di concentramento situati in Polonia e Germania fino alla data del 5 aprile 1945 quando fu liberato dalle truppe canadesi. La Croce rossa italiana ne comunica l’effettivo rientro in Italia in data 19 settembre 1945. Fu insignito di tre croci al merito di guerra e dell’onoreficienza di cavaliere di Vittorio Veneto”.
In prefettura è stata raccontata anche la storia di Filippo Potenziani, nato a Fumone, in provincia di Frosinone, il 19 agosto 1924. “Fu fatto prigioniero di guerra dalle truppe tedesche a Lodi – spiega la nota della prefettura – in data 9 setmmbre 1943. Assieme ad altri commilitoni fu deportato in Germania, in condizioni tragiche e disumane, su carri adibiti al trasporto bestiame nei quali rimase rinchiuso per diversi giorni, percorrendo migliaia di chilometri e assistendo, durante il viaggio, alla morte per stenti ed esecuzioni sommarie di decine di prigionieri. Alla fine di questo viaggio, arrivò in un campo di lavoro in Germania, a Dorsten nella renania-Westfalia“.
“Con la connotazione di Imi (Internato militare italiano) – prosegue la nota di palazzo del governo – fu sfruttato per il lavoro coatto all’interno di una delle fabbriche tedesche per la produzione bellica di proiettili per cannoni, senza cibo, né indumenti adatti. Fu sottoposto a violenze fisiche e morali indicibili e vide morire molti dei suoi compagni di camerata. Gravemente malato, al momento della liberazione pesava 34 chili. venne rimpatriato per l’intervento da parte della Croce rossa internazionale il 25 agosto del 1945”.
Infine la storia di Armando Cutigni, nato a Viterbo il 23 gennaio 1913. “Partecipò – riporta la nota della prefettura – alla seconda guerra mondiale sul fronte greco-albanese nei ranghi della nona sezione mista carabinieri. Successivamente parteciò alle vicende belliche che coinvolsero la decima sezione mista. Nel novembre del 1942 la sezione si trasferì in Sicilia e si distinse per il soccorso prestato alle popolazioni colpite da un violento bombardamento alleato il 9 luglio 1943“.
“Armando Cutigni – conclude la motivazione con cui gli è stata conferita la medaglia d’onore – fu catturato il 12 settembre 1943 sul fronte greco e internato nello Stalag 13 D presso Norimberga e nello Stalag 10 B di Sandbostel (Amburgo). Evase dalla prigionia il 13 aprile 1944 e fece rientro in Italia l’11 giugno 1944”. Esattamente 77 anni fa.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotogallery: La consegna delle medaglie d’onore in prefettura
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