Roma – “La scarcerazione di Brusca è un pugno nello stomaco che lascia senza respiro”.
Cossì è intervenuto Enrico Letta, segretario del Patrito democratico, in merito alla scarcerazione del boss mafioso tra gli artefici della strage di Capaci. Fedelissimo di Totò Riina, autore della strage di Capaci e dell’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, sequestrato per oltre settecento giorni e poi sciolto nell’acido, Brusca, 64 anni, ha saldato i suoi debiti con la giustizia. Era stato catturato il 20 maggio del 1996 insieme al fratello Vincenzo, in provincia di Agrigento. Era allora capomafia di San Giuseppe Jato e il ricercato numero uno di Cosa nostra.
“Èstato un pugno nello stomaco che lascia senza respiro e ti chiedi come sia possibile – ha detto Enrico Letta -. La sorella di Falcone ricorda a tutti che quella legge applicata oggi l’ha voluta anche suo fratello, che ha consentito tanti arresti e di scardinare le attività mafiose, ma è un pugno nello stomaco”.
L’arresto di Giovanni Brusca
“L’idea che un personaggio del genere sia di nuovo in libertà è inaccettabile – ha spiegato Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia -, è un affronto per le vittime, per i caduti contro la mafia e per tutti i servitori dello stato che ogni giorno sono in prima linea contro la criminalità organizzata. 25 anni di carcere sono troppo pochi per quello che ha fatto. È una sconfitta per tutti, una vergogna per l’Italia intera”.
“Dopo 25 anni di carcere, il boss mafioso Giovanni Brusca torna libero. Non è questa la giustizia che gli italiani si meritano” ha scritto sui social Matteo Salvini.
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