Sparatoria ad Ardea, morti due fratellini e un uomo
Ardea – “Salvatore era uscito in bici come fa sempre. Di solito sta fuori una mezz’oretta e poi torna. È uscito alle 11,30, all’una ancora non era tornato e mi sono preoccupata”. A parlare, a poche ore dalla strage di Ardea, è la vedova di Salvatore Ranieri, Patrizia, 69 anni, che in pochi minuti ieri mattina ha visto la sua vita andare in frantumi.
Nella villetta di via Orsa Maggiore suo marito, uscito per una pedalata, non è mai più tornato, trovando la morte in strada assieme a due bambini di 10 e 5 anni. Due fratellini, Daniel e David Fusinato. Tutti e tre uccisi da un colpo di pistola, sparato da Andrea Pignani, 35 anni, ingegnere informatico, con la Beretta calibro 7,65 appartenuta al padre defunto.
Non vedendo rincasare il marito, Patrizia sarebbe andata a chiedere informazioni ai vicini di casa. “Sono andata dai miei vicini a chiedere se per caso Salvatore fosse lì da loro ma avevo uno strano presentimento – ha spiegato ai cronisti del Corriere della Sera -. Mi hanno detto: “Non hai sentito il telegiornale?” e allora, anche senza conoscere il nome delle persone uccise, ho avuto la certezza che fosse successo qualcosa di brutto”.
Si è così precipitata sul luogo della strage. E non ci sarebbe stato bisogno di chiedere conferme a nessuno su chi fosse la vittima. “Mentre parlavo ho visto i sandali che Salvatore indossava, ho riconosciuto il suo piede. Poi ho visto la bici verde e quando mi sono avvicinata ho visto il sangue dalla sua testa. È stato terribile” ha proseguito.
“Mio marito era pacifico, disponibile, sempre lontano dai problemi. Si è solo trovato a passare nel posto sbagliato, ma non c’entra niente con questa storia. Mi hanno detto che l’assassino aveva litigato con un vicino per la siepe e che poi ha cominciato a sparare a caso. Non so se è vero. Di sicuro Salvatore non doveva morire”.
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