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Roma - Domani, 12 giugno, la manifestazione organizzata dal forum italiano dei comitati

“Non ce la beviamo” in piazza per l’acqua pubblica

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Paola Celletti con il comitato Non ce la beviamo sotto palazzo Gentili


Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il comitato “Non ce la beviamo” parteciperà domani 12 giugno alla manifestazione nazionale indetta dal forum italiano dei comitati per l’acqua pubblica.

Le vicende locali di questi giorni sono la dimostrazione di quanto sia fallimentare l’esperienza delle gestioni privatistiche dei beni comuni. Sei comuni del nostro territorio non hanno ricevuto  neanche i fondi regionali per la manutenzione dei dearsenificatori erogati per i primi due anni perché non hanno accettato il ricatto di entrare in Talete spa. E chi ne fa le spese è la salute e le tasche dei cittadini.     

Ancora oggi il problema arsenico invade tutto il territorio della Tuscia e i finanziamenti pubblici non vengono erogati. A seguito del bando di manifestazione di interesse, che riteniamo illegittimo, è alle porte l’ingresso del socio privato.

La gestione privata ha fatto lievitare il costo in bolletta senza un miglioramento del servizio , il 47,6% dell’acqua che scorre lungo la rete idrica italiana e si perde a causa della mancata manutenzione.

E’ inaccettabile se pensiamo che circa 2 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile. Un terzo del territorio Ue è esposto a stress idrico, il 21% della superficie italiana è a rischio siccità.

Sono quattro le grandi multiutilities che controllano quasi tutta l’acqua in Italia:
Acea, A2A, Iren e Hera.

Considerato che i fondi pubblici ci sono,  visti anche i fondi europei previsti nel Pnrr, perché ostinarsi a metterli a disposizione di multinazionali che gestiscono in questo modo? Perché non darli ai comuni?

Questa risorsa indispensabile alla vita diminuisce e sta diventando merce di scambio e strumento di potere e ricatto. Impediamolo.
 
 Il 12 giugno scendiamo in piazza a Roma per la manifestazione nazionale del forum dei comitati per l’acqua pubblica per chiedere che si rispetti l’esito del referendum del 2011.

Coordinamento comitati acqua pubblica della Tuscia Non ce la beviamo


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11 giugno, 2021

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