Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono state presentate ieri presso la delegazione di Viterbo-Rieti del Sovrano Militare Ordine di Malta le tre serie di francobolli che verranno emesse il 22 giugno dalle Poste Magistrali.
La prima serie, dedicata a”Natura e Arte” è composta da tre francobolli da Euro 1,10, 2,70 e 3,60 illustrati, rispettivamente, da opere di Marc Franz (1880-1916): “Playing weasels”, “Blue Horse I.” e “The Tower of Blue Horses”. La tiratura è di cinquemila serie complete.
Agli inizi del XX secolo in Germania si diffuse l’espressionismo, movimento d’avanguardia espresso nelle due correnti del Die Brüke a Dresda e del Der Blaue Reiter a Monaco. Quest’ ultimo, poneva l’attenzione agli aspetti spirituali della forma e del colore, cui veniva attribuito un particolare significato emotivo, che dominava nell’azzurro elemento creativo, in contrapposizione alla materia da plasmare espressa nei colori primari.
Entrando in sintonia con la natura, Marc Franz vedeva negli animali una metafora di purezza e di innocenza e attraverso questi l’artista attua il processo definito animalizzazione dell’arte nel quale il mondo non è definito oggettivamente, ma come l’artista vede l’animale e come l’animale percepisce il mondo stesso.
La seconda serie ha come soggetto “La grafica nei soggetti pubblicitari” ed è composta da due dentelli da Euro 4,80 in singolo foglietto, riproducenti due manifesti. Il manifesto del 1927 “London’s Tramways”, opera di Tony Castle, mostra un uomo e una donna che percorrono a cavallo la ridente zona di Putney Heath e indica il numero che contrassegna i tram che percorrono il luogo. Il manifesto del 1938 “Seeing Glascow by Tram and Bus” venne pubblicato in concomitanza con la Empire Exhibition a Bellahouston Park. In secondo piano, la Tait Tower costruita per l’Esposizione. Tiratura: cinquemila esemplari.
La terza serie, infine, dedicata a San Giovanni Battista, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, si compone di due valori da Euro 2,90 e 3,90 raccolti in foglietto, illustrati dal “Battesimo di Gesù” di Paolo Farinati (1568), conservato a Verona nel Battistero di San Giovanni in Fonte.
Nel dipinto, il fogliame dell’albero in cui il Battista ha poggiato il suo bastone, viene parzialmente nascosto da una densa nube scura nel cui interno, rischiarato da luce divina, appare Dio al centro di una teoria di cherubini.
La triangolazione virtuale che collega la mano del Creatore, lo Spirito Santo simbolicamente raffigurato come colomba e la mano di San Giovanni che versa l’acqua battesimale, racchiude e risalta il profondo significato teologico e dottrinale della scena.
Roberto Saccarello
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