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“Se prendiamo l’appalto, diamo un po’ di soldi all’ospedale sennò chiude”

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Operazione Vox Populi - La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente


Acquapendente – (sil.co.) – “Ma quale tangente? L’imputato Galli ha detto a Gioacchini’ se prendiamo questi lavori, diamo dei soldi, un po’ per uno, all’ospedale di Acquapendente perché sennò chiude’. Lui lo ha fatto mille volte, anche senza appalti”. Un fiume in piena il difensore Enrico Valentini dopo l’udienza fiume di mercoledì in cui sulla vicenda dei presunti appalti pubblici truccati ad Acquapendente è stato sentito l’imprenditore che è parte civile e teste chiave dell’accusa. “Anche Ferrero Friggi e Fabrizio Galli non vedono loro di essere sentiti davanti al collegio quando, carte alla mano, potranno dimostrare come sono andate veramente le cose”, dice il legale. 

E’ ancora il processo “Vox Populi uno”, quello scaturito dagli arresti del 17 ottobre 2016, a tenere banco. Imputati gli imprenditori Fabrizio Galli e Marco Bonamici assieme ai funzionari comunali Ferrero Friggi e Vincenzo Palumbo, cui sono contestati a vario titolo la turbativa d’asta e la rivelazione di segreti d’ufficio. Reati che si sarebbero consumati ad Acquapendente tra il 2012 e il 2015.

“C’è stato un totale travisamento della realtà dei fatti. Mauro Gioacchini che si preoccupa di vedere se Fabrizio Galli millanta credito e fa una cosa per salvare il sindaco e Friggi, quando li ha denunciati tutti e due per tre volte perché non gli avevano dato l’autorizzazione per la cava? Se la situazione non fosse davanti al giudice, sarebbe ridicola”, incalza.


L'avvocato Enrico Valentini

L’avvocato Enrico Valentini


Un fiume in piena Valentini: “Se si vuole accreditare l’aura di difensore della legalità, può farlo. Ma siamo noi che non vediamo l’ora di dimostrare con le carte come il comune di Acquapendente l’ha sempre chiamato in tutte le gare e lui non ha partecipato, nonostante lui durante la testimonianza nemmeno si ricordasse. Ha insistito che ha fatto solo 300mila euro di lavoro, ma il comune di Acquapendente, in dieci anni, gli ha dato un milione di euro in rifornimento di materiale e non se lo ricordava. Ci sono fatture per circa 980mila euro. Poi ha detto che era inusuale che il comune di Acquapendente gli mandasse la richiesta di gara”.

E la conversazione registrata col cellulare da Gioacchini, fatta sentire in aula e la cui acquisizione nel fascicolo del processo è stata chiesta dal pm Stefano D’Arma? “Quell’audio non ha così tanta importanza, perché intanto non emerge da nessuna parte che Bambini abbia chiesto niente. Ed è bene sottolineare che Fabrizio Galli gli ha detto ‘se prendiamo questi lavori, diamo dei soldi, un po’ per uno, all’ospedale di Acquapendente perché sennò chiude’. Come la famiglia Galli ha fatto una marea di volte”.

“Si parla di un contributo che avrebbero dato le ditte che lavoravano sul posto. E Galli l’ha dato mille volte. Nessuna tangente, nessuno ha chiesto una tangente. Galli lo ha fatto mille volte, anche senza prendere gli appalti. Lo faceva, perché è attaccato al paese. Non collegato agli appalti. In quell’occasione c’era da comprare questo macchinario e Galli gli ha detto ‘facciamo una cosa, diamo sti soldi se prendiamo il lavoro, tanto ce li abbiamo’”.

“Non dimentichiamo che l’appalto lo ha preso Gioacchini, sapendo quanto Galli offriva, dicendo nella registrazione di volere le strade interne al paese e che la sua offerta sarebbe stata al tre e mezzo per cento. Friggi e Galli non vedono l’ora di parlare di fronte al tribunale, con la carte. La verità dei fatti emergerà quando parleremo noi e parleranno i nostri testimoni”. 

Si torna in aula il 13 ottobre. 


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