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Montalto di Castro - L'appello di Stefano Sebastiani, segretario regionale di Orizzonte Lazio

“Scorie nella Tuscia, non si distruggano zone incontaminate”

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Deposito scorie radioattive - Le aree idonee nel Viterbese

Deposito scorie radioattive – Le aree idonee nel Viterbese

Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Dieci anni fa il referendum contro il nucleare. Oggi torna l’incubo con le scorie radioattive.

Dieci anni fa gli Italiani andarono a votare per decidere sul loro futuro e sulla minaccia che tornasse il nucleare civile da fissione sul nostro territorio malgrado il referendum popolare del 1987 avesse detto No all’80%.

L’11 e il 12 giugno 2011 si svolse il nuovo referendum sul nucleare. Nucleare fortemente voluto dall’allora governo di centrodestra, spacciato come risorsa non inquinante o, per meglio dire, più salutare e sicura delle attuale centrali a carbon fossile e a gas ma fu sconfitto e vinse di nuovo il No al nucleare a larga maggioranza.

Dieci anni costituimmo in un garage di Pescia Romana il comitato antinucleare di cui fui presidente.

Eravamo pochissimi ma ben decisi a difendere il nostro territorio perché Montalto di Castro era stato scelto come sito per costruire, o meglio ricostruire, una centrale Nucleare.

In un momento di crisi di posti di lavoro la centrale veniva spacciata come una soluzione ideale per tante persone disoccupate e su questa cosa fecero leva i sostenitori del Nucleare, dimenticandosi però tutti i lati negativi non solo ambientali.

Infatti la costruzione della vecchia centrale nucleare a Montalto di Castro, poi convertita in termoelettrica, portò inizialmente un benessere per molte famiglie ma, al termine dei lavori, creò una fascia imponente di disoccupati, molti dei quali padri di famiglia, che non trovarono successive occupazioni stabili e purtroppo avevano lasciato o trascurato il lavoro agricolo precedente.

La designazione del nostro comune fu fatta anche calcolando il numero di possibili vittime in caso di incidente nucleare essendo la zona a bassa  densità demografica rispetto ad altre zone.

Ciò che però non fu preso in considerazione fu che questa zona ha una economia prettamente agricola e turistica, due settori che sarebbero stati azzerati da un tale ecomostro.

Furono giornate intense tra iniziative, manifestazioni locali e nazionali, ricordo inoltre la moltitudine di persone che parteciparono alla catena umana sulla spiaggia di Montalto Marina.

Anche se il nostro comitato era iniziato in un garage ed era composto da pochissime persone, fu un granello che insieme a tantissimi altri granelli divenne la sabbia che bloccò gli ingranaggi della macchina politico affaristica di chi voleva distruggere il nostro territorio.

Un altro problema che non venne tenuto in considerazione da quelli che volevano il nucleare civile in Italia furono le scorie radioattive e dove metterle.

Un problema che è tornato d’attualità con la necessità di creare un deposito nazionale per questi materiali contaminati dalla radiottività emessa dal nucleare, che da noi fu bloccato ma aveva comunque generato scorie da collocare, problema fino ad oggi irrisolto. Sono circa 90.000 tonnellate di scorie radioattive da collocare.

Ed ovviamente tra i tanti siti identificati dalla Sogin, molti sono nella Tuscia e in particolar modo nel comune Montalto di Castro e due a Pescia Romana sopra l’Aurelia. Inutile dire che gli effetti sarebbero devastanti: azzeramento del turismo, crollo del valore immobiliare e agricoltura in ginocchio, pericoli per le acque e il mare.

Per questo motivo come Orizzonte siamo stati i primi ad uscire pubblicamente come contrari all’idea paventata da qualcuno di un ritorno al nucleare e alla creazione di un deposito di scorie radioattive nella Tuscia.

Rilanciando l’idea di GreenPeace, riteniamo che si dovrebbe pensare a zone che sono state già compromesse in passato, riportandole a prato verde come si dovrebbe fare e insieme costruendo in una di quelle aree il deposito delle scorie, invece di andare a distruggere zone incontaminate come si vorrebbe fare.

Stefano Sebastiani
Segretario regione Lazio di Orizzonte


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11 giugno, 2021

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