Ginevra – Si è ufficialmente concluso l’incontro a Ginevra tra il presidente americano Joe Biden e quello russo Vladimir Putin. Il capo del Cremlino ha definito “costruttivo” il vertice, mentre l’inquilino della Casa Bianca si è presentato di fronte ai giornalisti mostrando il pollice alzato.
L’incontro tra Joe Biden e Vladimir Putin
L’incontro tra i due presidenti era diventato sempre più necessario visto l’acuirsi negli ultimi mesi delle tensioni tra Stati Uniti e Russia, che secondo diversi analisti della politica internazionale non erano mai state così ai minimi storici dalla guerra fredda. Molti i temi affrontati durante l’incontro. Da quelli più spinosi e divisivi, come i diritti umani e il caso dell’oppositore russo Alexei Navalny, o la situazione nell’Europa dell’est, a quelli apparentemente più convergenti come il controllo sugli armamenti nucleari.
Il vertice è iniziato con una stretta di mano tra i due leader e uno scambio di battute che ben sintetizza la difficoltà dei rapporti tra Washington e Mosca. “Sempre meglio incontrarsi faccia a faccia”, ha esordito Biden. “Spero l’incontro sia produttivo”, ha ribattuto Putin. Ma nonostante le premesse, sembrerebbe che l’incontro sia stato costruttivo per davvero. O almeno questa è l’impressione che hanno dato i due leader durante la conferenza stampa che ha seguito il vertice. Putin ha infatti definito Biden uno “statista esperto”. Il presidente americano ha invece chiamato gli Stati Uniti e la Russia “due grandi potenze mondiali”, mentre il suo predecessore Barack Obama aveva liquidato Mosca come “”potenza regionale”.
I due leader, secondo quanto ha affermato Putin durante la conferenza stampa, hanno raggiunto un accordo per il ritorno dei rispettivi ambasciatori nelle loro sedi. I diplomatici erano infatti stati richiamati da entrambi i paesi in seguito alle tensioni crescenti tra i due paesi. Dall’incontro sembrerebbe inoltre essere emersa la volontà sia americana che russa di avviare un confronto sul tema dei cyber-attacchi. Una questione non da poco, visto le accuse mosse recentemente dall’intelligence statunitense contro il Cremlino di appoggiare gruppi hacker che cercano di interferire con il sistema democratico di Washington.
Punti di incontro tra Biden e Putin sono stati trovati anche sulla questione del controllo e della riduzione dei rispettivi armamenti nucleari. Sembrerebbe infatti che i due presidenti abbiano concordato di avviare delle consultazioni sul futuro del trattato New Start (New Strategic Arms Reduction Treaty), firmato nell’aprile del 2010 da Obama, per gli Usa, e dall’allora presidente russo Dmitrij Medvedev.
Sono comunque diversi i temi divisivi tra le due potenze, che sono rimasti tali nonostante il vertice. Soprattutto la questione dei diritti umani. L’attuale amministrazione americana ha più volte accusato Putin di violarli. E proprio alle accuse sui diritti umani, il presidente russo avrebbe risposto che carceri americane come Guantanamo sono ancora aperte, nonostante non rispondano agli standard fissati a livello internazionale in materia di diritti umani. E sulla questione della detenzione dell’oppositore russo Alexei Navalny, Putin ha risposto: “Sapeva di infrangere la legge”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY