Viterbo – (g.f.) – “Talete Spa…risci”. Eloquente come slogan. Sintesi della manifestazione organizzata a piazza del Comune, sotto la prefettura dal comitato Non ce la beviamo.
È riportato in uno dei cartelli esposti, per dire ancora una volta no alla società idrica, no alla privatizzazione e all’ingresso di privati. Nel giorno, come ricorda Francesco Lombardi, in cui scade l’avviso per la manifestazione d’interesse a effettuare l’ingresso in Talete, con il 40% del capitale sociale.
In piazza, per ribadire le ragioni di un esposto presentato il 28 maggio. Riferito agli obblighi di trasparenza, pubblicità e diffusione degli atti amministrativi.
Perché la riunione Ato del 26 aprile doveva essere pubblica sostengono, ma si è svolta a porte chiuse: “Impedendo ai cittadini di poter assistere e dalla riunione non risulta essere scaturita alcuna pubblicazione delle decisioni assunte né del verbale con le votazioni dei sindaci”.
Proprio per ribadire le ragioni della protesta, una delegazione del comitato è stata ricevuta in prefettura.
Mentre Paola Celletti ha ricordato come privati come tutto da tempo scorra in una sola direzione, l’ingresso dei privati. Mentre in Talete già oggi: “I sindaci agiscono come soci di una spa privata, non rispondono alle rispettive amministrazioni”.
“Nell’esposto presentato – fanno sapere da Non ce la beviamo – si chiede d’avviare un’ indagine per accertare se il bando di manifestazione di interesse pubblicato da parte di Talete S.p.A sia conforme a quanto previsto dallo statuto.
Sarebbe necessario prendere atto del fallimento di questo modello di gestione privatistico e avviare un radicale processo di ripubblicizzazione della gestione come previsto dalla legge regionale 5/2014 che prevede anche fondi pubblici a sostegno della tariffa.
Da parte nostra faremo opposizione a questo scellerato progetto con tutti i mezzi a nostra disposizione, da quelli legali, istituzionali a quelli di piazza”.
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