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Cultura - Tra i preziosi atti notarili conservati all'Archivio di stato di Viterbo

Tre importanti scoperte di Carlo D’Orazi su Barbarano nel XIV secolo: l’ospedale, il notaio e la curia

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Carlo Maria D'Orazi

Carlo Maria D’Orazi

Uno degli atti

Uno degli atti

Uno degli atti

Uno degli atti

Uno degli atti

Uno degli atti

Viterbo – Importanti scoperte, fatte nei giorni scorsi dal professor Carlo Maria D’Orazi, presidente del Centro ricerche e studi di Capranica, all’interno di un atto del notaio e prete di Capranica Paolo Di Santoro.

In un prezioso manoscritto del 1387 conservato presso l’Archivio di stato di Viterbo (protocollo n° 311 carte 37v/38v del 9 ottobre 1387 Archivio notarile di Capranica) risulta già esistente un ospedale a Barbarano.

L’ospedale probabilmente aveva il nome di “Ospedale della Disciplina” visto che già a Ronciglione e a Capranica, almeno dal XIV secolo, è documentato e aveva questo nome perché gestito dall’omonima confraternita.

L’ospedale di Barbarano, come tutti gli ospedali dell’epoca, aveva delle proprietà non a caso l’atto in questione è una locazione di un castagneto di proprietà dell’ospedale di Barbarano che si trovava in contrada “Pian di Preta” che si trovava, dice il notaio, nel territorio di Capranica.

L’atto è concluso da parte del procuratore dell’ospedale, un certo Gianni di Rosula di Capranica, incaricato a concludere l’atto da Agneluzio di Cendo di Barbarano, anteposto, Rettore e amministratore del detto ospedale. La locazione era concessa ad Antonio Sisti detto Royno di Capranica per nove anni rinnovabili. Antonio Sisti, sappiamo che esercitava, è documentato negli anni ’80 del XIV secolo, l’attività di fattore e procuratore del Vescovo di Sutri ma la locazione viene concessa a lui personalmente; fra l’altro Il conduttore Antonio Sisti detto Royno promette, con questo atto, di dare all’ospedale la quarta parte dei frutti provenienti dal castagneto a titolo di pigione.

Sempre da questo atto veniamo a sapere il nome di un notaio trecentesco di Barbarano un certo Ser Paolo de Cosciaris, che il notaio Paolo di Santoro ci dice essere cittadino romano ma che esercitava l’attività di notaio pubblico in Barbarano. Questo fatto è importante perché i protocolli notarili più antichi di Barbarano Romano, conservati nell’Archivio di stato di Viterbo, sono del ‘400, così viene dimostrato che Barbarano avesse dei notai anche nel XIV secolo ma di essi non ci è pervenuto nessun registro.

Un’ultima scoperta: il notaio Paolo di Santoro ci dice che il notaio Paolo de Cosciaris fosse notaio della Curia del castro di Barbarano.

La Curia era il tribunale locale, che anche gli altri castri possedevano all’epoca; della Curia di Barbarano sapevamo dal marzo scorso dell’esistenza, provata da due atti, ritrovati sempre da Carlo D’Orazi nell’Archivio Notarile di Barbarano, notaio Nicola di Tommaso di Iacobello (atti dal 1451 al 1488). Si tratta di due atti del 1476 (1° documento: prot. 130 c. 261r, atto nella Curia di Barbarano del 19 marzo 1476; 2° documento: prot. 130 c. 278r, atto nella Curia di Barbarano del 26 ottobre 1476).

L’atto del 1387 dell’Archivio Notarile di Capranica dimostra che la Curia, a Barbarano, era già esistente in questa data molto antica e se esisteva la Curia in questa data, ma anche prima, secondo il professor D’Orazi esistevano anche gli Statuti cittadini che dovevano trovare applicazione nel tribunale locale per dirimere le controversie locali.

Silvio Cappelli


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16 giugno, 2021

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