![]() Un noccioleto |
Fabrica di Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Assofrutti, la principale organizzazione dei produttori di frutta a guscio che associa oltre il 30% dei coltivatori di nocciole della Tuscia e da poco riconosciuta come Op transnazionale per la sua capacità di associare i corilicoltori di altri Paesi europei, Romania in primis, mette una nuova bandierina nell’azione in difesa della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente.
E’ stato recentemente siglato un accordo con il sindaco di Fabrica di Roma, Mario Scarnati, che punta a monitorare e a risparmiare le risorse idriche del territorio comunale interessato dai noccioleti.
“Con delle sonde studiate ad hoc – spiega Pompeo Mascagna, presidente di Assofrutti – misuriamo il contenuto volumetrico di acqua nel suolo e riceviamo un segnale di allerta quando le piante necessitano di acqua. In questo modo utilizziamo esclusivamente l’acqua strettamente necessaria alla coltivazione e quindi possiamo ottenere un doppio risultato: risparmio delle risorse idriche e risparmio dell’energia elettrica per l’irrigazione. Una sperimentazione iniziata lo scorso anno anche nel comune di Corchiano. Un passo in più verso un’agricoltura di precisione che oltre a muoversi su un percorso di sostenibilità delle risorse punta anche a migliorare la qualità dei prodotti agricoli“.
Il sindaco di Fabrica di Roma Mario Scarnati, plaude sempre di più alla maturità dei coltivatori di nocciole e fa sua la soluzione di Assofrutti, che ne rappresenta il 30%, nell’interesse primario e dei cittadini e degli agricoltori stessi. Un’agricoltura così fatta, moderna, intelligente e sempre attenta ai bisogni della gente, sarà sempre di più una risorsa importantissima per la Tuscia, insieme ai cittadini e agli agricoltori faremo di questo territorio un esempio per tutti.
Questo accordo si inserisce nel percorso che Assofrutti ha avviato da diversi anni e che punta a un utilizzo sempre minore e mirato di concimi e fitofarmaci: un lavoro che ha portato già a protocolli di “produzione integrata” in diversi comuni della Tuscia viterbese (Gallese, Corchiano, Vignanello, Soriano, Carbognano, Bomarzo, Vasanello) protagonisti di una corilicoltura che rappresenta una importantissima risorsa economica per la provincia con un fatturato che, compreso l’indotto, muove 250 milioni di euro e coinvolge oltre 23mila ettari in 27 comuni e impiega almeno 15mila lavoratori.
Assofrutti
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