Viterbo – “Mi piacerebbe che Civita diventasse un luogo cardine per le scienze della terra in Italia”. Nella sua carriera, il geologo Claudio Margottini ha girato 40 paesi in tutto il mondo con l’unico obiettivo di conservare il patrimonio dell’umanità. Ha salvato le nicchie di Buddha dopo la distruzione dei Talebani, ha lavorato a Machu Picchu, Petra, Etiopia, Corea del Nord, Mongolia e in tutta una serie di paesi che “molto spesso non avevano la capacità autonoma di gestione del patrimonio e che necessitavano di un aiuto da parte di esperti esterni”. Ora è pronto a dare il suo contributo a Civita di Bagnoregio grazie a un comitato scientifico di studiosi ed esperti illustri che si occuperanno della “città che muore”.
Claudio Margottini a Petra
“Civita di Bagnoregio – dice Margottini – è chiaramente un simbolo per quanto riguarda il dissesto idrogeologico in Italia e nel mondo. Non a caso, su di lei, abbiamo fatto articoli scientifici sulle più grandi riviste internazionali.
E’ chiaro che una candidatura Unesco, che coinvolge questo paesaggio culturale, necessita di un comitato scientifico robusto e che, possibilmente, rappresenti le più grandi menti che il nostro paese è in grado di esprimere in questo settore.
Per questo motivo, insieme all’amministrazione, abbiamo contattato una serie di amici e colleghi in grado di poter dare un contributo al nostro progetto, alla candidatura Unesco oltre che un supporto al comune. Ovviamente, è tutto a fondo gratuito, non ci sono compensi e onorari di alcun genere, perché queste cose si fanno solo per la passione e la voglia di fare qualcosa per un luogo che è unico e che, da questo punto di vista, potrebbe rappresentare l’Italia nel mondo”.
Ne faranno parte, tra gli altri: “Il presidente dell’Istituto nazionale di geofisica di Trieste, Nicola Casagli, il presidente della commissione Grandi rischi della protezione civile, Gabriele Scarascia Mugnozza, il direttore del Dipartimento per il servizio geologico d’Italia, Maria Siclari, il direttore dell’autorità di distretto dell’Italia centrale, Erasmo D’Angelis, il professore Renato Lancellotta che è il più grande geotecnico italiano in assoluto e molti altri colleghi che ci stanno dando una mano per affiancare l’amministrazione nello sviluppo della candidatura Unesco e nella gestione del sito che, speriamo entro il prossimo anno, possa vederlo iscritto nei siti patrimonio dell’umanità.
Civita è eccezionale e unica e richiede il contributo di una comunità scientifica italiana e anche internazionale, visto che tutti noi lavoriamo su queste tematiche in più parti del mondo, per cui non possiamo esimerci dal dare un aiuto al primo sito Unesco che verrà istituito, prendendo in considerazione il rapporto fra frane e uomo.
Claudio Margottini a Bamiyan, Afghanistan
Verso la fine del mese, dovremo essere pronti con la nostra attività e, a quel punto, inizieremo a lavorare e ad affiancare l’amministrazione, suggerendo azioni da compiere o meno riguardo, per esempio, a delle inizitive. Il nostro è un comitato che fornisce pareri, proprio su richiesta dell’amministrazione per capire la strada da intraprendere.
Dobbiamo cercare di mettere a disposizione di chi guida il paese e di chi sta operando oggi per la candidatura Unesco le migliori conoscenze che abbiamo nel paese”.
Lo scorso anno, Margottini ha ricevuto dal Consorzio mondiale sulle frane un premio come geologo al mondo che più di altri ha contribuito alla tutela dei beni culturali dai fenomeni franosi nei paesi in via di sviluppo.
“Dopo tanti anni che ho vissuto all’estero, sono grato al sindaco Luca Profili e al presidente del consiglio comunale David Crescenzi di avermi chiesto di prendere parte a questo prgetto, perché Civita è il luogo delle mie radici, dove ho lavorato dagli anni ’70, cercando di dare un contributo. Nell’ultimo perido, come addetto scientifico presso l’ambasciata italiana al Cairo, non ho potuto farlo in maniera puntale. Sono lieto adesso riuscirci per un luogo che abbiamo cercato in tutti i modi di far crescere e diventare un simbolo del nostro paese.
Può immaginare, cosa vuol dire per un geologo come me di parlare di Civita di Bagnoregio e cioè il massimo della conoscenza che si possa avere nel nostro territorio, una cosa eccezionale. Profili e Crescenzi sono due persone grandiose con cui abbiamo intrapreso, negli ultimi due mesi, questo percorso, portandolo a termine e che a breve verrà ratificato”.
Claudio Margottini nell’isola di Pasqua, Cile
Sui grandi monumenti, è occupato in Arabia Saudita ad Alula, città nabatea, in Georgia e “in tutti i posti in cui riusciamo, come italiani che hanno avuto esperienza nel contrastare il dissesto idrogeologico, a fornire un contributo verso altri colleghi ed esperti che non hanno avuto la fortuna/sfortuna di aver dovuto passare la vita ad operare su certe cose. Intervenire infatti su queste problematiche, specie quando incidono su beni culturali è quasi una scienza particolare che sta a metà tra quelle della conservazione e quelle della terra.
Inoltre, quando si lavora nei paesi in via di sviluppo c’è anche da considerare un altro settore e cioè quello delle scienze sociali e quindi il rapporto con la popolazione e il coinvolgimento delle tecniche tradizionali di consolidamento e risanamento. Un terzo aspetto che fa sì che questa disciplina, che abbiamo costruito e che l’Unesco ha fortemente valorizzato, sia davvero innovativa“.
Claudio Margottini a Tiwanaku, Bolivia
Margottini ricorda anche che “un nostro progetto che stiamo portando avanti in Georgia è stato premiato da David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, come uno dei migliori progetti di conservazione del patrimonio culturale. Tutte cose che, alla fine, stiamo cercando di mettere a disposizione della comunità e della nostra Civita che dobbiamo mandare avanti con una gestione in totale sicurezza e fortemente avanzata”.
Claudio Margottini a Machu Picchu, Perù
Infine, il suo auspicio: “Mi piacerebbe che, attraverso questo comitato scientifico, Civita diventasse il posto deputato da parte della comunità scientifica italiana a fare studi, innovazione e a sperimentare strumentazione di monitoraggio. Un luogo cardine per le scienze della terra in Italia, dove tutti gli esperti che lavorano in questo settore possono avere a disposizione informazioni e fare ricerche, aiutando, da una parte, loro a lavorare velocemente e dall’altra mirando a valorizzare questo luogo che è eccezionale a livello mondiale”.
Paola Pierdomenico
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