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Viterbo - Deposta una rosa rossa in via Raniero Capocci, davanti alla croce che ricorda il giovane di origine boema

Il comitato Pro centenario ha ricordato la morte di Jaromir Czernin, a cento anni di distanza

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Il comitato Pro centenario ha ricordato la morte di Jaromir Czernin

Il comitato Pro centenario ha ricordato la morte di Jaromir Czernin

Il comitato Pro centenario ha ricordato la morte di Jaromir Czernin

Il comitato Pro centenario ha ricordato la morte di Jaromir Czernin

Il comitato Pro centenario ha ricordato la morte di Jaromir Czernin

Il comitato Pro centenario ha ricordato la morte di Jaromir Czernin

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il comitato Pro centenario ha ricordato, a cento anni di distanza, la morte di Jaromir Czernin.

Una delegazione del comitato Pro centenario di Viterbo ha deposto, stamattina, una rosa rossa in via Raniero Capocci, davanti alla croce che ricorda la morte del giovane di origine boema Jaromir Czernin, avvenuta esattamente cento anni fa, il 12 luglio 1921.

Quel giorno, giunse a Viterbo un’autovettura proveniente da Orvieto, guidata dall’inglese Lucille Beckett Frost, coniugata con Otto Von Czernin, già ambasciatore dell’Austria-Ungheria presso la Santa Sede. La nobildonna voleva visitare la Città dei Papi ed era accompagnata dai suoi figli, Paul, Jaromir ed Edmund Czernin e dall’autista Enrico Pastecchi. Due giorni prima il clima politico si era esacerbato, con scontri tra opposte fazioni e la morte dell’innocente contadino Tommaso Pesci, ed era in atto uno sciopero sfociato presto in un’insurrezione, con civili armati appostati sulle mura di Viterbo e i militari del 60° reggimento di fanteria in assetto di guerra dislocati agli ingressi della città.

L’autovettura venne fermata a Porta Fiorentina, i passeggeri informati della situazione di caos e invitati a proseguire per Roma, costeggiando le mura cittadine, ma incredibilmente senza dotarli di una scorta. Giunta l’automobile all’altezza di Porta Murata, i rivoltosi scambiarono la famiglia per fascisti e il veicolo venne fatto segno da numerosi colpi di fucile provenienti sia dalle mura che dall’antistante terrapieno della ferrovia.

I passeggeri rimasero tutti feriti, a Paul sarà amputata una gamba, ma per il quindicenne Jaromir Czernin non ci sarà più nulla da fare, colpito al capo da un proiettile. L’autovettura, crivellata di colpi, si fermò dove ancora oggi sorge una croce di peperino posta a ricordo del tragico evento.

Ed è proprio qui che il comitato Pro centenario di Viterbo ha voluto deporre una rosa rossa in ricordo delle vittime di quei giorni e in particolare del giovane straniero, “innocente vittima di cuori infuocati da odi e rancori”. Successivamente la delegazione si è spostata nel cimitero cittadino dove ha visitato le tombe di Jaromir e di Pesci e il monumento che ricorda i caduti della prima guerra mondiale.

“In occasione del centenario di quei tragici eventi – dichiara il comitato Pro centenario di Viterbo – abbiamo commemorato tutte le vittime, nessuno escluso, nello spirito della riconciliazione nazionale. Proseguiremo anche nei prossimi mesi il ricordo delle vicende storiche che coinvolsero Viterbo e la Tuscia nel periodo 1918-1922”.

Comitato Pro centenario 1918-1922 Viterbo


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12 luglio, 2021

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