La fiaccolata organizzata da FdI
Viterbo – “Ricordare Falcone e Borsellino e farlo davanti al murales che ne commemora la memoria, è un atto doveroso nei confronti di chi ha dato la vita per la nostra libertà”. Anche il sindaco Giovanni Arena ieri sera era al Riello, Viterbo. Per la fiaccolata sotto il comando provinciale dei carabinieri dove un anno fa è stato fatto il murales dedicato ai due giudici uccisi dalla mafia nel 1992. Il 23 maggio Giovanni Falcone, a Capaci. Il 19 luglio, Paolo Borsellino. A Palermo, in via D’Amelio. Entrambi i giudici con la scorta. Il 23 maggio morì anche la moglie di Falcone, magistrato anch’essa. Francesca Morvillo.
Viterbo – Il murales dedicato ai giudici Falcone e Borsellino
“Una ricorrenza consolidata – fa notare il sindaco -. E il murales consegna alla città anche un luogo, un punto di riferimento”. Il comando dei carabinieri, a ridosso di via Falcone e Borsellino, che passa davanti a palazzo di giustizia. Una commemorazione organizzata ogni anno da Fratelli d’Italia. Tranne lo scorso, sempre quello del Covid. L’anno in cui, però, FdI ha fatto il murales. Accanto, i nomi della scorta caduta con Borsellino.
Viterbo – La fiaccolata organizzata da FdI
Al Riello, ieri sera, c’erano sindaci, consiglieri comunali, il sindaco Arena, l’assessore Marco De Carolis e il deputato Mauro Rotelli.
Viterbo – Il sindaco Giovanni Arena alla fiaccolata organizzata da FdI
29 anni fa l’uccisione del giudice Paolo Borsellino da parte della mafia corleonese, al culmine di uno scontro militare tra lo stato e l’allora principale organizzazione criminale che non aveva e non avrà più precedenti. Con stragi e attentati che andarono avanti per tutto il 1993. Con un altro sfiorato sotto lo stadio Olimpico all’inizio dell’anno successivo. Il tutto lungo un decennio che, sull’onda della caduta del muro di Berlino e della strage di piazza Tienanmen della fine del precedentemente, era iniziato con la dissoluzione dell’Unione Sovietica e la guerra in Iraq, cui, di lì in poi, fecero seguito diverse altre. In Italia s’aprì invece con i mondiali di calcio e l’estrema unzione per il Pci. Il crollo dei partiti che avevano governato il paese e Tangentopoli. L’inizio di tutto.
Viterbo – Il deputato Mauro Rotelli
Prima però la resa dei conti stato-mafia. Un po’ come stava accadendo da altre parti del mondo. Con i narcos, ad esempio, in America Latina, dove agivano da vero e proprio contro potere. Al punto da tener testa per un certo periodo anche agli Stati Uniti. Come i corleonesi in Italia che all’inizio degli anni ’90 intrapresero la lotta armata contro lo stato e per certi aspetti furono anche la prosecuzione di quella più marcatamente politica che si era spenta poco prima e con la quale le organizzazioni criminali, non solo del sud, ebbero diversi punti di contatto nel corso degli anni ’70 e ’80. Dalla rivolta di Reggio Calabria in avanti. Corleonesi che, prima di fare il salto, si sbarazzarono di quasi tutta la borghesia mafiosa palermitana, prendendo così il potere ed esercitandolo in maniera assoluta e militare. Una scontro durissimo durante il quale lo stato ha sconfitto i cortonesi ma non la mafia, mentre l’attenzione mano mano si spostava altrove e gli assetti mondiali, a suon di guerre e crisi, venivano ridisegnati da cima a fondo.
Viterbo – Il sindaco Alessandro Romoli alla fiaccolata organizzata da FdI
“Il murales va alimentato tutti gli anni – ha detto Rotelli – per rafforzare la memoria di questi nostri due eroi. Senza simboli di partito, come facciamo ogni anno. Con la partecipazione di tutti. A partire da sindaci e cittadini”.
Daniele Camilli
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