Viterbo – A Viterbo diminuiscono le immatricolazioni dei nuovi autobus e il 40 per cento dei mezzi ha più di venti anni. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio sui macro trend del trasporto pesante del brand Continental. Per cercare di capire quanto la pandemia abbia inciso sullo sviluppo del comparto dei mezzi pesanti nel Lazio, l’Osservatorio ha analizzato i dati relativi alle nuove immatricolazioni, ai tipi di alimentazione, all’anzianità e alle categorie Euro del parco circolante in regione e nelle singole province.
Autobus
“Nel 2020 in Italia le immatricolazioni di mezzi pesanti per il trasporto merci con oltre 16t sono state 19mila 616, il 14,2 per cento in meno rispetto al 2019 – come riporta l’analisi dell’Osservatorio di Continental -. Il Lazio è l’unica regione italiana a non subire variazioni e a confermare per il 2020 le 1441 targhe registrate nel 2019. Tra le province, Viterbo segna -30,2 per cento. Uno scenario simile si presenta per il trasporto persone dove le immatricolazioni di autobus di oltre 3,5t in Italia sono passate da 4mila 935 del 2019 a 3mila 404 del 2020 (-31 per cento). Nel Lazio le nuove immatricolazioni di bus perdono il 42,9 per cento e si fermano a 396 unità. Leggermente maggiore il decremento nella provincia di Viterbo che arriva a -43,8 per cento”.
“Lo scorso anno – continua lo studio -, il parco circolante di autocarri merci in Italia ha raggiunto le 4 milioni 221mila 718 unità. La quasi totalità di questi sono alimentati a gasolio (91,6 per cento); i rimanenti sono a benzina (4,6 per cento), a metano (2,2 per cento), a benzina e gas liquido (1,2 per cento), ibridi ed elettrici (0,1 per cento ognuno). Stesso schema, con percentuali simili, nel Lazio, regione con più mezzi elettrici e ibridi in circolazione (0,21 per cento e 0,20 per cento). A Viterbo le fonti di alimentazione alternative si fermano allo 0,1 per cento”.
“Il parco autobus nel nostro paese registra nel 2020 99mila 883 unità. Anche in questo contesto la maggioranza dei mezzi in circolazione sono a gasolio (93,7 per cento), seguiti però dal metano (4,8 per cento). Sotto l’1 per cento rimangono l’elettrico, il benzina, benzina e gas liquido e l’ibrido. Il Lazio segue questo trend e vede il 92 per cento degli autobus a gasolio, il 6,2 per cento a metano e l’assenza di alimentazione ibrida. Viterbo è seconda in regione per numero di elettrici e segna uno 0,7 per cento, a parità di metano, benzina e benzina e gas liquido”.
Per quanto riguarda invece l’anzianità degli autobus, per l’Osservatorio “la fascia di anzianità maggiormente rappresentata all’interno del parco circolante italiano di mezzi pesanti per il trasporto merci è quella da 10 a 15 anni (18,9 per cento), seguita dai 15-20 anni (17,9 per cento) e 20-30 anni (15,7 per cento). Stessa graduatoria con percentuali leggermente più alte nel Lazio: 19,5 per cento, 18,6 per cento e 16,6 per cento. I mezzi di oltre 40 anni sono il 4,7 per cento del totale, mentre quelli di massimo 5 anni il 16,7 per cento. A Viterbo la fascia dei veicoli che superano i 40 anni rappresenta il 4,1 per cento del totale, quella più giovane di non oltre 5 anni l’11,6 per cento”.
“Considerando il parco autobus nel nostro paese – continua l’analisi dell’Osservatorio -, emerge che quelli più recenti (da 0 a 5 anni) sono il 19,4 per cento del totale, mentre quelli più vecchi, di oltre 20 anni, il 25,7 per cento. Nella fascia intermedia da 5 a 20 anni, si colloca la maggior parte del parco circolante. In regione il numero di bus di massimo 5 anni arriva al 23,3 per cento, superando la percentuale di quelli ultraventennali (21,7 per cento). Il distacco aumenta a Viterbo, dove i veicoli più giovani sono il 14,1% e quelli più anziani il 40 per cento”.
Dall’analisi dell’Osservatorio Continental sulla categoria Euro dei mezzi pesanti per trasporto merci in circolazione a livello nazionale “emerge un’importante presenza di veicoli molto recenti (Euro 5 ed Euro 6), che corrisponde al 31,8 per cento del totale; ciò nonostante, quelli più vecchi (Euro 0, Euro 1 ed Euro 2) continuano a coprire una quota superiore (33,3 per cento). Nel Lazio le categorie recenti scendono al 27,3 per cento mentre quelle obsolete salgono al 36,8 per cento. Peggio Viterbo che ospita quasi il 39 per cento di mezzi inquinanti a fronte di solo il 19,6 per cento di quelli più recenti.
“In Italia – continua l’Osservatorio – la percentuale di autobus appartenenti alle categorie Euro 5 ed Euro 6 si attesta al 38,2 per cento. Vi è però ancora in circolazione un’ampia quota di categorie più vecchie, ed Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 arrivano al 38,6 per cento del totale. Nel Lazio il tasso di Euro 0, 1 e 2 è alto e arriva al 25,5 per cento ma viene sorpassato dalla percentuale di Euro 5 e 6, ben al 45,4%. Si invertono le cifre a Viterbo dove il 44 per cento è di classi inquinanti e il 30,1 per cento di quelle più giovani.
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