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Viterbo - Si rischia che l'ordinanza che porta immondizia da Roma possa essere prorogata ancora e Santucci (Fondazione) sprona il sindaco Arena

“Rifiuti, il comune si muova contro la regione”

di Giuseppe Ferlicca
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Gianmaria Santucci (FondAzione)

Gianmaria Santucci (FondAzione)

Viterbo – “Rifiuti, il comune produca atti contro la regione”. Le ordinanze per conferire l’immondizia di Roma a Viterbo tengono ancora banco e in consiglio comunale Gianmaria Santucci sprona il sindaco Arena ad alzare la voce.

La scadenza dell’ennesimo provvedimento è prossima, inizio agosto e per quel momento, il capogruppo Fondazione teme che arriverà l’ennesima proroga. “Magari sarà nominato un commissario per l’emergenza rifiuti nella capitale – osserva Santucci – ma i rifiuti staranno sempre lì e in assenza di un sito dove portarli, il rischio proroga è reale”. Anche perché una discarica non si trova da un giorno all’altro.

Finora, nell’azione del comune è mancato qualcosa. “Perché non ci sono atti contro i provvedimenti del presidente Zingaretti, contro gli atti della regione?”. Santucci se lo domanda e vuole sgomberare il campo dagli equivoci.

“Sembra che non si facciano perché in provincia c’è una maggioranza diversa da questa”. Ovvero, centrodestra in comune, Pd e FI a palazzo Gentili. “Lo dico – precisa Santucci – perché so che non è così”. Ma intanto l’ha detto.

D’accordo, sull’azione da intraprendere anche Fratelli d’Italia.

“Quello dei rifiuti è un problema politico, non tecnico. Malagrotta è aperto per il tmb e la discarica chiusa. Potrebbe funzionare. Ma ci sono le elezioni, non si trova un candidato disposto a riaprire. Così, per salvare la politica romana avveleniamo il nostro territorio”.

Le alternative in campo, Santucci le bolla come irrealistiche. “Anche fosse, non so come si faccia ad affermare che oggi si indica un sito e domani lo si apra”. Rischio proroghe. Viterbo deve farsi sentire.

Attraverso un atto, che però, secondo Giacomo Barelli (Forza civica) potrebbe non essere il ricorso al Tar.

“Se i giudici ravvisano i requisiti di necessità e urgenza per le ordinanze emesse – sottolinea Barelli – visto che loro non valutano se sia giusto o meno conferire a Viterbo, ma se sia legittimo e danno il via libera, ci siamo tagliati da soli le gambe”.

Un bel problema e intanto il 4 agosto, data in cui i camion dalla capitale dovrebbero fermarsi, non è poi così lontano.


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21 luglio, 2021

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