![]() Il documento ufficiale sui carabinieri a Tobia |
Viterbo – Il controllo del territorio per le forze dell’ordine è stato sempre un problema. In particolare, nel passato, non si avevano i mezzi che ci consentivano di spostarci rapidamente in auto e non c’era la tecnologia diffusa per raggiungere le persone telefonicamente in tempo reale.
Per gli spostamenti, per esempio, tra i mezzi più veloci e diffusi erano le carrozze a trazione animale. Per inviare o ricevere messaggi c’erano i telegrammi o le lettere inviate tramite corrieri o staffette.
Per questo nel mese di ottobre 1913, su richiesta del comandante della locale compagnia dei regi carabinieri di Viterbo, con la quale si ravvisava “la necessità di far eseguire uno speciale servizio di sorveglianza per la campagna e l’abitato della frazione di Tobia e casali vicini” e di seguito l’esigenza di avere un locale “di recapito per la notte alla pattuglia di carabinieri colà inviati”, l’amministrazione comunale di Viterbo deliberò “la spesa di lire otto al mese da pagare al signor Rocco Tomarelli di Tobia quale compenso per una stanza della sua casa in detta frazione, messa a disposizione dei RR. CC. Dal 1 aprile corrente […] di autorizzare inoltre la spesa di lire 45 per l’acquisto e per l’arredamento del locale medesimo“.
Oggi non è più cosi ma, ogni tanto fa piacere voltarsi indietro per conoscere la nostra storia, le nostre abitudini e, perché no, anche le nostre debolezze. Queste notizie particolari, come tantissime altre di diverso tipo, ci vengono trasmesse dagli archivi pubblici che, nel tempo, ci sono stati trasmessi dai nostri antenati in ottimo stato di conservazione, di generazione in generazione, e che oggi noi dobbiamo necessariamente conservare per trasmetterle ai nostri figli e ai nostri nipoti.
Silvio Cappelli
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