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Cultura - Il giornalista e conduttore Rai, cittadino onorario del paese, lancia la proposta all'amministrazione Bartolacci all'apertura della Festa della lavanda svoltasi lo scorso weekend: "Lavoriamoci tutti insieme, io ci sto"

“Tuscania deve diventare patrimonio dell’Unesco”

di Paola Pierdomenico
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Tuscania – “Tuscania deve diventare patrimonio dell’Unesco”. E’ l’obiettivo che il giornalista e conduttore Rai Osvaldo Bevilacqua vuole raggiungere in sinergia con l’amministrazione comunale guidata da Fabio Bartolacci. La proposta è arrivata in occasione della serata di apertura della Festa della lavanda che si è svolta in paese lo scorso weekend.

“Con il tesoro che c’è qui – ha detto Bevilacqua -, i politici, l’amministrazione e chi si occupa del territorio possono davvero fare la voce grossa, perché Tuscania è Tuscania. Ero convinto che già facesse parte dell’Unesco e lo davo per scontato. Quando ho saputo che non era così, non sono rimasto male, di più. Che hanno di più gli altri, al massimo avranno di meno.

Osvaldo Bevilacqua a Tuscania per la festa della lavanda

Osvaldo Bevilacqua a Tuscania per la festa della lavanda


Quindi bisogna muoversi, perché ci vorranno quattro o cinque anni… lasciamo un segno. Io sono disponibile a fare qualcosa per questo gioiello che deve essere un fiore all’occhiello del nostro paese. Faciamolo, ma con l’aiuto di tutti: io ci sto”.

L’amministrazione Bartolacci, nel 2015, gli ha conferito la cittadinanza onoraria per aver portato Tuscania nel mondo. Non solo, Bevilacqua ha dedicato alla cittadina la copertina del suo ultimo libro “Il paese dei mille paesi” in cui racconta i borghi d’Italia.

“Dentro – ha spiegato -, tra le altre cose, parlo di Tuscania, dei tuscaniesi, della loro ospitalità e della disponibilità che fa piacere ai turisti stranieri e italiani. Non c’è un corso di formazione per averla, è uno spirito innato. Spesso mi chiamano per chiedermi se sono nato qui, ma, in realtà, sono nato a Orte e mi sento un po’ etrusco. Tuscania sarà sempre protagonista ovunque e dovunque”.

Un legame che affonda le radici nel passato. “Coi miei genitori – ha raccontato -, venivamo sempre in vacanza qui, perché tra le 7/8 mete europee di mio padre, che era pittore in Vaticano e faceva il ritrattista dei papi, c’era sempre Tuscania. Era emozionante vedere dal vivo un ritratto, un pastello o un bianco e nero dove c’erano le basiliche, le chiese i palazzi.

Poi, a 18 anni, ho cominciato a fare il giornalista e uno dei primi servizi che ho fatto è stato proprio qui per mostrare gli angoli nascosti e la gente. Crescendo, ho iniziato ad avere un’osmosi con la città” che definisce magica “e non è un fatto di superstizione, ma perché ovunque camminiamo c’è un pezzo di storia antica di tremila anni. E’ una città che irradia sensazioni positive,

E’ stato dimostrato scientificamente, che il viaggio fa bene alla salute e dà serenità. Quando entri in una scenografia come questa e inizi a sentire i brividi nella schiena, vuol dire che c’è magia. Questo posto sembra un mega set teatrale in cui sei coinvolto con tutti e cinque i sensi. Se uno viene qui, non lo fa solo perché c’è il cibo buono, ma viene consapevole che oltre alla parte enogastronomica, ce n’è una fondamentale legata alla cultura, all’arte e alla storia. Noi camminiamo sopra la storia. Tuscania non è una città per turisti con la t minuscola, qui ci devono venire i viaggiatori quelli che sanno cosa si va a scoprire”.

Osvaldo Bevilacqua a Tuscania per la festa della lavanda

Osvaldo Bevilacqua a Tuscania per la festa della lavanda


Il giornalista ha visto crescere la festa della lavanda e anche in questa occasione ha partecipato attivamente, vivendo il paese e mostrandolo sui suoi canali social. “Prima di venire qui, ho pubblicato una storia e ho ricevuto tanti commenti positivi di gente che la conosceva o che voleva venire per non perdersela. 

Tutti gli appuntamenti che si ripetono e hanno successo, e spero in questo di aver portato fortuna, devono essere portati avanti. Anche con l’amministrazione cerchiamo da sempre di far sì che questo appuntamento non serva solo per gli occhi, la bellezza, i colori e i profumi. Si può andare oltre, con delle ricerche, provando a farlo diventare un evento di marketing. Oltre dunque alla classica tre giorni, bisognerebbe lavorarci tutto l’anno, come fanno per il palio di Siena, e allungare questo periodo per farne davvero un prodotto e un marchio di fabbrica. E’ già tanto quello che è stato fatto finora, ma bisogna andare avanti. Se non avesse avuto successo ok, ma in questo caso bisogna fermare gli ingressi.

Dobbiamo apporfondire e far venire gente dalla Francia o dalla Provenza, creare una scuola di formazione sulla lavanda o dare vita a contest in cui si sfidano chef stellati. E’ inutile rincorrere la botanica, la pianta attecchisce bene e quindi è fatta. Ci vogliono studi nella gastronomia e nella cosmesi, perché può diventare davvero un centro a livello internazionale. Il sindaco Bartolacci, ora, sa bene quello che deve fare”.

Bevilacqua si è chiesto poi come “i francesi riescano sempre ad arrivare trent’anni prima di noi, visto che non hanno prodotti come i nostri. Anche gli americani se avessero una torre come quella di Lavello, avrebbero cento milioni di turisti all’anno. Noi abbiamo tesori inestimabili, altro che petrolio, ma purtroppo, la politica nazionale pregressa, quella con la p minuscola, se ne è infischiata quasi si vergognasse di parlare di turismo. Draghi, invece, ha detto di puntare su questo settore, che oltretutto incide per il 14% sul Pil, perché ha capito che sarà la salvezza dell’Italia, quindi Draghi santo subito e Garavaglia santo dopo di lui”.

Anche il Covid è da vedere, per lui, come un’opportunità. “Siamo ottimisti, a essere pessimisti ci pensano altri. Questa è un’occasione dal punto di vista sociale ed è cambiato il mondo, ora facciamo che sia sereno e non infelice. Da qui, rivediamo i nostri comportamenti e rimaniamo coi piedi per terra. Le tragedie servono anche a rafforzarci e a capire dove sia il bene e dove il male, ad avere quel buon senso che viene dall’esperienza e soprattutto da esperienze catastrofiche come questa. Adesso dobbiamo rinascere, risorgere, volerci bene e aiutarci reciprocamente, rimanendo positivi, anche perché il genio italico non è una cosetta da niente”. 

Lui, il viaggiatore per eccellenza, anche in lockdown non si è fermato, pur restando come tutti a casa. “E’ stato un momento che ho colto come occasione importante. Le alte cariche dello stato mi hanno chiesto, visto che non ci si poteva spostare, di fare qualcosa sui social per tranquillizzare le persone. Ho avuto una grande soddisfazione nel legare e offrire loro ogni settimana sui miei canali e le mie piattaforme l’Italia e sostenerla, gratuitamente. Ho sempre fatto tutto senza interessi, se non quello di dare una mano agli italiani, a chi doveva stare a casa e a chi non poteva lavorare, pensando quindi a chi stava peggio. C’erano migliaia di commenti di tutti i tipi, di persone che avevano il sogno di scoprire il nostro paese e che volevano conoscerlo sempre di più. Sono uscito dal cerchio che ci attanagliava, ma sempre con rispetto”.

Osvaldo Bevilacqua a Tuscania per la festa della lavanda

Osvaldo Bevilacqua a Tuscania per la festa della lavanda


Con Sereno variabile ha ottenuto il Guinnes world record visto che è il programma di più lunga durata al mondo, di tutti i tempi e condotta ininterrottamente dallo stesso giornalista. “Nel mio futuro – ha concluso – spero ci sia sempre la famiglia, gli amici con la A maiuscola e la solidarietà. Spero la smetteremo di essere sempre arrabbiati, anche sviluppando più endorfine grazie alla scoperta di scenari come Tuscania. Vorrei un mondo più tranquillo e la tranquillità di sapere sereno chi mi sta intorno. Spero di continuare a viaggiare, perché il viaggio ti arricchisce, senza necessariamente andare dall’altra parte del mondo, ma riscoprendo i piccoli paesi che ci stanno intorno, e ricreare l’ospitalità, quella stessa che c’è qui a Tuscania”.

Paola Pierdomenico


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6 luglio, 2021

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