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Lettere - Scrivere Dikaios Filokalos - Una riflessione sul posto che si trova un chilometro dopo il bivio per Canepina sulla S.P. Cassia Cimina

“Al Parco del Grottone e di Valle Gelata vogliamo mettere strutture decenti e cestini per i rifiuti?”

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Non allego foto. Ne dovrei pubblicare fin troppe.  Ma chiunque sia preso da curiosità, si faccia una passeggiata salutare e potrà constatare di persona.

Monti Cimini - Valle gelata

Monti Cimini – Valle gelata


Altrove sarebbe un vero  e proprio “tesoro”; paesaggistico, botanico, sportivo, per il tempo libero, le scampagnate, una fuga nella Natura, lontano dalla città, dall’afa. Abeti, pini, noci, castagni, meli selvatici, mandorli, ciliegi, noccioli, sono loro  a fare ombra.  C’è chi ce lo invidia, a sei chilometri dal centro.  “Altro che Central Park!” mi confessò estasiato in un giorno di maggio – dove tutto intorno erano fiori, fragoline di bosco, farfalle  e l’aria fina – un mio amico americano. 

Ah, scusate… mi dimenticavo di dirvi il posto:  percorso sportivo e didattico del Parco del Grottone e di Valle Gelata. Un chilometro dopo il bivio per Canepina sulla S.P. Cassia Cimina. Eh, molti di voi lo conoscono e non dovrei dire altro. Ma lo racconto per chi non ci è mai andato o per chi ne dovrebbe aver cura.

Cura? Che significa? Certamente interventi di tutela forestale, e fin qui pare che le cose procedano, non posso dirlo, non  sono  un esperto, ma visto che ogni anno la Natura lì si rinnova bella e rigogliosa come l’anno precedente, mi fido. Quanto meno della Natura.

Ma per il resto… Se il parco ospita gente, che va lì anche per un picnic, vogliamo fornirle dei tavoli decenti? Con delle panche decenti? Piuttosto che strutture fatiscenti e persino pericolose? Se il parco ha un percorso sportivo, vogliamo fare in modo che le strutture annesse siano utilizzabili, invece che rese inaccessibili dalla verzura? E che la direzione dei sentieri sia ben segnalata? Se il parco ha un percorso didattico, vogliamo rendere avvicinabili e leggibili le illustrazioni?

Ma soprattutto: se la zona è vissuta dalle persone, oltre che da qualche rara volpe e qualche timido scoiattolo, vogliamo offrire dei CESTINI PER I RIFIUTI sia nelle zone picnic, dove sono INDISPENSABILI, che lungo i percorsi, che sono sì sentieri boschivi, ma sono anche pieni di un viavai di gente di ogni età?

Tempo fa, nell’area picnic di Valle Gelata furono messi dei cassonetti; orribili a vedersi, mai svuotati, puzzolenti e quasi inaccessibili ad esempio per chi avesse fatto il suo picnic nella zona al di là della strada, al Grottone. Ora non  ci sono neppure più quei mostri ( e per fortuna; cassonetti in un’area  verde, un parco, neppure fosse una discarica di quartiere…).

Il sogno sarebbe quello di una vasta area dotata di  cestini per i rifiuti ogni 50 metri, svuotati almeno una volta ogni tre giorni; sembrerebbe di stare in un paese civile.

Certo, tra la gente gli incivili non mancano; cicche, cartacce, plastica in giro se ne vedono eccome, ma finché non si offrono alternative, anche le persone educate alla fine sbracano… E così per certi proprietari di cani, che concedono ai loro beniamini di lasciare in mezzo alla via cacche di notevoli proporzioni.  Il fatto è che, dopo aver raccolto le deiezioni con l‘apposita bustina di plastica, questa dove la metti? La getti nel folto del verde, quella plastica? Allora sì che siamo all’inquinamento… Te la porti a  casa? Suvvia…. Qualcuno di buona volontà raccoglie la cacca con la carta che, si sa, nel tempo si decompone, e la butta tra la  vegetazione…  Insomma, quasi quasi ti costringono ad essere incivile…

Lo scenario alla fine è quello di una grande desolazione, di una sfacelo emergente da un ambiente che pure sarebbe meraviglioso, in ogni stagione.

Ah, dimenticavo: recentemente lungo un percorso hanno messo quattro “panchine”, molto rozze, non pensate a qualcosa di particolarmente accogliente; ma tant’é… Chissà che con questo intervento, di certo non costoso, chi di dovere non  si senta con la coscienza a posto…

Ma poi, chi è che è “di dovere”? Il Comune di competenza? La Comunità Montana? La Provincia? La Regione? Per intanto, non si vede nessuno, sul posto. Né per fare manutenzione – segnale fondamentale questo, di civiltà  e di buona amministrazione – né per migliorare i servizi. E manco per dare una controllatina ogni tanto, visto che talvolta qualcuno esagera (oltre agli sporcaccioni, quelli che fanno il motocross, quelli che lasciano senza guinzaglio i mastini e quelli che accendono fuochi, per esempio).

Non è la prima volta che se ne parla di questo scempio. Ma il silenzio, si sa, è d’oro; soprattutto per chi avrebbe la responsabilità di rispondere, di agire.  

Qualche anno fa un tizio – pare che fosse del ramo… – rispose alle mie rimostranze: “ E chi ce li ha i soldi?“

Capite a che punto siamo? Come quello che si era comperato la macchina ma non  aveva i soldi per mettere la benzina; bel modo di amministrare e fare i piani economici annuali, a partire dalla Regione per poi scendere alle responsabilità locali…  Posto che poi, con i soldi in mano, si sappia fare, si abbia creatività, gusto, conoscenza, aggiornamento, senso civico…

Mah, fate un po’ voi…

Dikaios Filokalos
Greco viterbese

 


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8 agosto, 2021

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