![]() Oriolo Romano |
Oriolo Romano – Riceviamo e pubblichiamo – La chiesa di San Giorgio a Oriolo Romano, con don Giorgio e don Michele accolgono la richiesta diramata in tv da papa Francesco: pregare per il popolo libanese.
Arrivo con passo veloce, sono le 18, è tardi, la messa è iniziata – mi dico –, invece per volontà e solidarietà, don Michele inizia alle 18,07, ora esatta dell’esplosione a Beirut.
Mi emoziono, mi sembra di rivederla dalla tv e torno indietro con la mente. Mi dico di aver fatto bene a partecipare e non solo in nome dell’amicizia con Talal Khrais (fondatore dell’associazione italo-araba Assadakah).
La solidarietà è un legame che unisce i popoli, è sostenere gli altri, come una madre sostiene il figlio, e se si viene chiamati a pregare, è un atto importante, perché lo scopo della preghiera è invocare Dio, chiedere aiuto e non per una nostra necessità.
Con la preghiera non si è soli, non ci si sente abbandonati, come invece molte comunità internazionali fanno, dimenticando che stipulano trattati e leggi sulla pace ma poi lasciano al loro destino una terra dove dovrebbe regnare dignità, rispetto e pace per le convivenze di popoli e religioni.
Don Michele ha celebrato una bella messa, fraterna, istruttiva e attenta alla sofferenza del popolo libanese. Ma la mia attenzione è stata colta dall’umiltà delle persone che l’hanno organizzata, semplici e felici per una messa a loro dedicata, ringraziando chi partecipa come se avessero ricevuto il più bel dono.
Io invece, mi vergogno, da cittadina, ad essere ringraziata senza merito alcuno e qui farò una nota dolente verso l’amministrazione locale di Oriolo Romano. Sarebbe stata buona cosa, venire a stringere la mano a chi si prodiga per il bene internazionale.
Mi ha commosso il loro entusiasmo per essere stati ascoltati come il Santo Padre ha richiesto seppur in pochi.
Bisogna prendere esempio da chi è migliore col cuore e con l’anima. Grazie e onorata di avermi chiesto di partecipare.
Laura Orsini
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