Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

L'Irriverente - Finisce che resta in mente solo il cognome Durigon

Ferragosto, che caldo però…

di Renzo Trappolini
Condividi la notizia:

Renzo Trappolini

Renzo Trappolini


Viterbo – Ha fatto davvero caldo ‘sto Ferragosto e qualcosa più del solito può essere sfuggito. Certo, non è facile afferrare a volo, tra una forchettata di pasta e un sorso di minerale, ognuna delle mille notizie che i tg ti ammanniscono in pezzi unici ma policromi, pret a porter che vanno su tutto perché di tutto, anzi di troppo e parecchio, parlano nei pochi secondi lasciati all’affannato giornalista lettore.

Così, di questo Ferragosto finisce che ti resta in mente solo il cognome Durigon di quel signore che, comiziando a Latina a proposito di un parco intitolato dai fondatori della città al fratello di Mussolini, ha evocato, con campanilismo di ex palude pontina e sprezzo del pericolo, il ritorno all’antico, all’insegna di un malcelato: Ah, caro lei, quando c’era lui!

Mezzo Parlamento ha perciò chiesto di parlare di lui, sì, proprio di Claudio Durigon da Santa Felicitola di Latina, per rimuoverlo da sottosegretario all’Economia, un ministero in cui chissà quanto può toccar palla con un capitano ministro come l’ex Bankitalia Franco della premiata scuderia Draghi! Eppure, soprattutto il suo nome ha risuonato dai televisori a Ferragosto, insieme, naturalmente, al mai ben tradotto latino “ius soli “, una specie di kirie eleison delle messe di una volta.

Durigon lo aspettano intanto il 3 settembre anche a Rieti per la Sagra mondiale del peperoncino piccante, lì dove nel 2011 discese dal cielo in elicottero Renata Polverini inaugurante. Latina, Rieti, sempre di Lazio, di provincie, si tratta, ma vuoi mettere noi a Viterbo, il 3 settembre? Riconsoliamoci, perciò, mentre i tg del giorno dell’Assunta – quella “ascesa” al cielo, ma tanto tempo fa – nascondono o si dimenticano di dare il giusto risalto ad una notizia forte, il sonoro ceffone di Draghi, tirato urbi et orbi appena arrivato il bonifico europeo di quasi 25 miliardi: l’ammonimento cioè a ” spendere in maniera efficiente e onesta”. Notizia invece scivolata via dai teleschermi e poco evidenziata pure sui giornali, nonostante il manrovescio presidenziale sottintenda: attenti, perché a Bruxelles ci considerano inefficienti e pure un po’ disonesti quando maneggiamo soldi pubblici! Roba quindi da ore d’inchieste e talk show a reti unificate coi protagonisti degli appalti di ieri e di oggi, sia dal lato di chi l’appalto lo dà, sia di chi lo esegue.

Ma tant’è. A Ferragosto fa caldo e ci si mettono pure i talebani a riprendersi l’Afghanistan con la gente che fa loro ala come quella volta gli italiani fascisti, ma solo fino alla sera prima.

Per nostra fortuna, però, ci sono Mario Draghi al governo e i predecessori a sostenerlo. Renzi e Conte. Il fiorentino che racconta di quel premier europeo scoperto a dire: “Quando parla Draghi prendiamo appunti, quando parlava Conte, il caffè” e l’avvocato che ci ha governato quasi tre anni. Che popolo e che caldo! Sigla!

Renzo Trappolini


Condividi la notizia:
16 agosto, 2021

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-il-nostro-primo-natale-facciamoci-un-in-bocca-al-lupo/