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Cronaca - Dopo il secondo furto è scattato il provvedimento del prefetto

Gli rubano due volte le armi in casa, Il Tar conferma il divieto di detenzione

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Carabinieri

Carabinieri


Viterbo – (sil.co.) – Gli rubano due volte le armi in casa, nel 2011 e poi nel 2017, il Tar conferma il divieto di detenzione.

I carabinieri, in pratica, hanno potuto accertare una inadeguata custodia delle armi, in luoghi facilmente accessibili e il rinvenimento di una pistola semiautomatica sotto il materasso della camera da letto. Al centro della vicenda una piccola “santabarbara” composta da 6 fucili, due carabine, una pistola semiautomatica e due pugnali.

Il Tar del Lazio ha rigettato il ricorso di un residente nel comprensorio del lago di Bolsena contro il divieto di detenere armi, munizioni e materie esplodenti disposto  dal prefetto il 2 marzo 2018.

Nel ricorso si lamenta, tra l’altro, il “travisamento da parte dei carabinieri della locale stazione locale di presunti precedenti di polizia” mentre “il ricorrente ha un solo precedente di polizia risalente al 1983 che non ha impedito il rilascio di regolari licenze per porto di fucile uso caccia e tiro a volo”.

“Quanto alla diligenza nella custodia delle armi – sottolinea il difensore – il furto del 2011 di un fucile è stato commesso da soggetto, poi identificato, che si era introdotto in casa mentre era presente il ricorrente, mentre nel caso del furto del 2017 i ladri hanno forzato l’armadio blindato dove erano conservati i fucili, ferendosi nel tentativo, mentre la pistola sotto il materasso era priva di caricatore riposto altrove”.

“Il ricorrente – si legge nel ricorso – contesta la mancata diligenza nella custodia delle armi che possono anche essere lasciate in luogo accessibile se il proprietario è presente e non siano presenti minori o persone incapaci”.

Lo scorso 21 giugno il Tar del Lazio ha giudicato infondato il ricorso. 


Viterbo - Il palazzo della Prefettura

Viterbo – Il palazzo della prefettura


Riguardo, in particolare, al furto avvenuto nel 2017: “Il ricorrente è stato denunciato per avere omesso di adottare le dovute cautele nella custodia di un’arma che gli veniva fraudolentemente sottratta. E’ poi incontestato che il ricorrente possedesse numerose armi e non tutte adeguatamente conservate in modo da non essere facilmente accessibili”.

Relativamente al furto del 2011: “E’ sfociato in un  precedente specifico e consiste nella violazione dell’art. 20 legge armi in cui il ricorrente è incorso quando un cittadino ghanese, introdottosi in casa, è riuscito a sottrargli un fucile da caccia ed otto cartucce che si trovavano su di un tavolo in giardino”.

Nelle motivazioni si ricorda “la finalità eminentemente preventiva della disciplina in materia di armi” e si sottolinea “la riscontrata e reiterata violazione degli obblighi di diligenza nella custodia delle armi, peraltro, possedute in grande quantità (6 fucili, due carabine, una pistola semiautomatica e due pugnali)”.

“Anche il numero delle armi avrebbe dovuto indurre il ricorrente ad adottare una diligenza particolare per assicurarne la non accessibilità anche in sua assenza, essendo evidente la gravità delle possibili conseguenze in caso di appropriazione da parte di malintenzionati. E se è accertato che una parte delle armi erano detenute in un armadio blindato, la pistola semiautomatica era riposta in camera da letto sotto il materasso”.

“A tale riguardo la difesa, per quanto concerne le carabine poggiate nella rastrelliera, afferma trattarsi di fucili ad aria compressa liberamente acquistabili che non necessitano di porto d’armi. Si rileva che non è questa la violazione contestata, bensì la mancata diligenza nella conservazione della pistola automatica”.

“La giurisprudenza condivisa dal collegio è consolidata nel ritenere che ‘ai fini della revoca dell’autorizzazione e del divieto di detenzione di armi e munizioni non è necessario un obiettivo ed accertato abuso delle armi, né un giudizio di pericolosità sociale dell’interessato bensì è sufficiente la sussistenza di circostanze che dimostrino come il soggetto non sia del tutto affidabile al loro uso”.


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3 agosto, 2021

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