Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il caldo stringe la morsa sul Lazio all’insegna del clima rovente, livello 2 colore arancione, con il livello 3 rosso, l’allerta è massima che equivale all’ondata di calore vera e propria di massima allerta.
Mario Tofanicchio
Il Ministero della Salute tramite il bollettino emesso dal Centro di Competenza Nazionale, indica le temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione, facendo scattare l’allerta dei servizi sanitari a tutela della popolazione più fragile, in particolare gli anziani e le persone con patologie.
La Regione Lazio anche quest’anno ha programmato il piano sorveglianza rivolto agli anziani soli, RSA, case di riposo, una vasta platea di oltre 40 mila cittadini. In prima linea, secondo i piani, sono chiamati i medici di famiglia che saranno impegnati nell’individuare le persone più a rischio, da inserire nel programma, che prevede visite domiciliari nelle giornate più calde.
Sono previste inoltre per le strutture sociali e sanitarie di ricovero e di cura (ospedali, case di cura, case di riposo, RSA, lungodegenza) le procedure da seguire in caso di ondate di calore, effettuando preventivamente un monitoraggio delle condizioni microclimatiche nelle aree di degenza e nelle aree destinate alla prolungata permanenza del pubblico, considerando inoltre tutte le normative Covid, controlli che riguardano:
– la schermatura/ombreggiamento; superfici vetrate, tende, oscuranti; tetti delle coperture; distributori per l’acqua corrente nei reparti; ventilatori meccanici, tenendo presente che con temperature ambientali uguali o superiori a 35°C i ventilatori favoriscono il verificarsi di patologie da calore e che comunque non hanno nessun effetto preventivo; si raccomanda particolarmente la climatizzazione degli ambienti di soggiorno e di vita in comune dove gli ospiti/pazienti possono trascorrere le ore più calde della giornata ecc…

Franco Palumbo di Uil pensionati
Ci conforta sapere che le regole ci sono, solleviamo dei dubbi o meglio sospetti, che desidereremmo venissero sollevati, sulla loro corretta applicazione e che il personale in servizio in strutture, considerata la cronica carenza sia in grado di somministrare in extra, prodotti refrigeranti.
Facciamo appello all’assessore della Sanità della Regione Lazio, ai responsabili della ASL, al Prefetto, ai Sindaci quali responsabili della salute pubblica affinché vigilino per la corretta applicazione di quanto disposto nel Piano Operativo Regionale per la prevenzione della salute ondata di calore.
Presidente Mario Tofanicchio
ADA – VITERBO
Segretario Franco Palumbo
UIL PENSIONATI VITERBO
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