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Politica - Vittorio Sgarbi sulla proposta del candidato sindaco del centrosinistra Carlo Calenda

“Un museo unico per Roma? Mi pare una buona idea”

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Vittorio Sgarbi

Vittorio Sgarbi


Roma – Riceviamo e pubblichiamo –  “Un museo unico per Roma? Mi pare una buona idea. Io sto con Calenda”.

Vittorio Sgarbi, a sorpresa, offre un assist al candidato sindaco del centrosinistra finito in un turbinio di polemiche per aver proposto il “museo unico”.  Idea che gli è valsa un lapidario “ignorante” da parte dello storico Tomaso Montanari.
“Ignorante è Montanari. E snob gli schizzinosi che contrastano Calenda” ribatte Sgarbi che spiega: “La proposta è ottima: non si tratta di spostare opere, ma di ‘federare’ i musei di enti e stati diversi. Non sono forse a Roma i musei vaticani? E perché vengono attribuiti a un altro stato? E non era casa del Papa il Quirinale? E Scipione Borghese, creatore della omonima galleria di Stato, non era un Cardinale? E cioè un uomo di chiesa?”.

Aggiunge Sgarbi: “Parigi è Louvre. E Roma è l’insieme dei suoi musei e della sue aree archeologiche, che convivono. Roma deve essere un museo continuo, senza divisioni di proprietà comunali e statali e private, visitabile con un solo biglietto, dai musei capitolini a villa Albani, dalla Basilica di San Pietro a Santa Maria del Popolo (che è del Fec, fondo edifici di culto, cioè ministero dell’Interno, e nondimeno è chiesa officiata) a Santa Maria dell’Anima, che è dei tedeschi, a San Luigi dei francesi, che è dei francesi.

Più del Louvre è questo museo senza confini spirituali, appartenente a tutti, beni del popolo cristiano, non dello stato, del comune, della chiesa, dei privati. Comunità della conoscenza.. Che differenza c’è, per chi guarda, per chi viene a Roma, tra palazzo Barberini (stato), palazzo Spada (stato), palazzo Corsini(stato), palazzo Colonna (privato), palazzo Doria Pamphilij (privato), palazzo Pallavicini (privato), palazzo Braschi (comunale): sono beni universali, di tutti. Qualcuno si pone il problema, a Venezia, che il museo Guggheneim e palazzo Grassi (i più frequentati) siano privati, palazzo Grimani della Stato, Ca’Pesaro del comune e Ca’d’oro dello stato?”.
Sgarbi cita il caso di Venezia: “Una città internazionale come Venezia, con comitati stranieri che, attraverso l’Unesco, ne finanziano i restauri, ha adottato il ‘Museum pass’. I muri si alzano solo a Roma?”.
Secondo Sgarbi “la proposta di Calenda va interpretata, ed è profondamente giusta. Un solo biglietto, un pass, deve offrire le chiavi di Roma, deve dar diritto, in una settimana, ad aprire ogni porta. Si deve vendere con i soggiorni negli alberghi, e deve consentire di aprire ogni porta. Roma è un solo museo, miracolosamente articolato, non un accomulo di conquista come il Louvre. E palazzo Farnese, che è dello Stato italiano, non deve essere la residenza dell’ambasciatore francese che ne dispone, ma un museo aperto a tutti”.
Conclude Sgarbi: “I talebani dei musei separati, alla Montanari, la finiscano di difendere i loro orti, bocciando idee grandi e nobili. Sono piccoli burocrati, scolastici e nemici del popolo. Tutte le grandi idee sono realizzabili da uomini capaci a convinti. Altrimenti il Louvre non esisterebbe. Invito Michetti e Matone a sostenere l’idea di Calenda e mia di un grande Museo antico e moderno (scavi, chiese, ville, palazzi, porti): Roma. Il museo di Roma”

Ufficio Stampa di Vittorio Sgarbi


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21 agosto, 2021

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