Orte – Nottate di trattative, nomi sul piatto, incontri e scontri dietro le quinte, ma alla vigilia di Ferragosto l’unico già sicuro di ricandidarsi a sindaco di Orte è proprio colui che da sindaco è stato sfiduciato non più di quattro mesi fa: Angelo Giuliani. L’ex primo cittadino guiderà ancora la lista di Orizzonte comune.
Il sindaco di Orte, Angelo Giuliani
Giuliani, a che punto siete con la lista?
“Continueremo col progetto di Orizzonte comune, perché riteniamo di aver fatto bene. La squadra è praticamente già pronta, stiamo lavorando sul programma e nel frattempo cerchiamo di difendere i cittadini da un’esperienza commissariale molto deludente”.
In effetti in questi giorni state bombardando di richieste il commissario…
“Lo stiamo solo sensibilizzando a porre rimedio a delle situazioni di carenza funzionale, causate dalla mancanza di una vera amministrazione comunale in carica. Il servizio pronto farmaco, la voragine a via Marzabotto, il taglio del verde a Vagno, i lavori agli impianti sportivi ancora fermi. Mi sembra di percepire poca sensibilità nei confronti degli ortani”.
In pratica lei sta facendo campagna elettorale contro il commissario per mancanza di avversari politici?
“La verità è che la nostra lista è indipendente, non si presta a inciuci e non vende l’anima al diavolo, e questo dà fastidio a tutti. Gli altri pensano ai voti e alle poltrone, noi continuiamo a batterci per il bene degli ortani”.
Cosa cambia nella nuova Orizzonte comune rispetto a quella che ha amministrato Orte fino a pochi mesi fa?
“Le persone. A parte gli ex amministratori che hanno deciso di continuare a impegnarsi nel progetto, la lista conterrà profili di varie generazioni e rappresentativi di tutto il territorio ortano. Ciò per rispondere alle esigenze dei cittadini in maniera più diretta. Un concetto completamente diverso rispetto al passato”.
Il centrosinistra ormai sembra essersi compattato intorno a Dino Primieri, mentre a destra il quadro rimane frammentato, con Fratelli d’Italia e Noi con Orte di Fraticelli ancora solo promessi sposi. E se qualcuno venisse a bussare alla sua porta in extremis?
“Noi siamo una realtà civica, aperta a tutti. Non abbiamo preclusioni, ma abbiamo sempre detto che non ci piacciono inciuci di partito e non rispondiamo a logiche imposte dall’alto. Se ragioniamo di programmi, siamo pronti, ma dev’essere chiaro che l’unico partito a cui siamo iscritti è la città di Orte”.
Lei è stato il primo (e finora l’unico) a ufficializzare la sua candidatura a sindaco. Si sente avvantaggiato per questo?
“Tutto è nato dal grande rammarico che i cittadini hanno espresso per il commissariamento del comune proprio quando si stavano realizzando cose importanti per la città. La gente ci ha detto di andare avanti e abbiamo deciso di ascoltare le loro istanze. Non so se sono avvantaggiato, ma di sicuro noi possiamo andare in giro a testa alta, perché non abbiamo mai fatto niente che andasse a discapito della città”.
Già da tempo avete avviato gli incontri coi cittadini. Come stanno andando?
“Abbiamo concluso un primo ciclo d’incontri in tutti i quartieri per ascoltare le esigenze dei cittadini. Presto torneremo per presentare il programma elettorale, in cui ci saranno le nostre risposte ai problemi che sono stati presentati”.
Quale sarà il punto saliente del programma?
“L’opera più ambiziosa è il collegamento tra stazione e autostrada col ponte sul Tevere: un’opera fondamentale per la vivibilità del territorio e che può cambiare l’assetto economico di tutto il centro Italia. Qualcuno ride di quest’idea, ma la storia del Frecciarossa ha dimostrato che certe cose si possono fare. La nostra filosofia è stare vicini ai cittadini, dai più deboli a chi vuole fare impresa, e sviluppare sinergie con le grandi aziende che hanno strutture a Orte, come Rfi o Autostrade. La rivalutazione della città a livello turistico passa sia per la parte attrattiva, come il completamento del museo e la ripresa degli scavi a Seripola, sia per quella della sicurezza e la vivibilità, soprattutto nella zona di Orte Scalo”.
Alla fine quante liste ci saranno in gara a ottobre?
“Secondo me ce ne saranno 4, ma non so proprio come andranno a finire le cose. Penso alle questione nostre e basta”.
Alssandro Castellani
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