Viterbo – “Quello alla Crocetta non è un restauro, ma una momentanea opera di messa in sicurezza”. Lo afferma Michele Bellomo, direttore generale della provincia romana dei Camilliani, proprietaria della chiesa di Santa Maria in Poggio.
Michele Bellomo
Da tempo la balaustra dell’elegante scala a semicerchio del Settecento si sta sgretolando, rischiando di fatto il collasso. “È in pessime condizioni” ammette Bellomo, che poi spiega: “Nelle scorse settimane abbiamo ricevuto un’intimazione di messa in sicurezza da parte del comune di Viterbo tramite la curia. I tempi erano brevissimi, ridotti a soli cinque giorni anche perché l’amministrazione aveva notificato l’atto alla diocesi che poi ce l’ha girato essendo noi i proprietari della struttura”.
Con l’intervento, alcune colonnine del parapetto sono state sostituite con delle nuove. Ma differenti per forma, colore e inclinazione dalle originali. “Non si tratta di un restauro definitivo – afferma Bellomo -. È un’operazione di messa in sicurezza eseguita entro i termini dell’ordinanza del sindaco e fatta in assoluta buona fede. A nastri, puntelli, corde e quant’altro sono stati preferiti dei pilastrini, momentanei, per salvaguardare l’accesso alla chiesa e far sì che la balaustra non crolli”.
L’intervento alla chiesa della Crocetta
Contestualmente all’atto del comune, alla provincia romana dei Camilliani sarebbe arrivato anche un preventivo per il restauro. “Lo abbiamo ricevuto dalla curia – dice Bellomo – ed è di una ditta a noi sconosciuta. Ammonta a circa 30mila euro. Ma l’iter non è questo, non funziona così. Prima dobbiamo avere una relazione tecnica della soprintendenza o dell’ingegnere della diocesi su quali lavori eseguire e come, poi chiederemo il preventivo a più ditte e dopo averne scelta una faremo fare l’intervento. Queste cose vanno fatto con criterio”.
La chiesa di Santa Maria in Poggio è quella in cui è stato sepolto il corpo di santa Rosa, poi traslato incorrotto nel santuario a lei dedicato. Iniziò a essere chiamata della Crocetta nel XII secolo, quando passò all’ordine dei Camilliani che poi ne hanno ripreso la proprietà nel 1993. “I padri sono affezionatissimi a questa chiesa – rivela Bellomo -. Soprattuto padre Antonio, che vi dice messa. Tutti possono essere certi che la scala ritornerà al suo massimo splendore”.
Raffaele Strocchia
Gallery: La balaustra della chiesa della Crocetta
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