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Comune - Causa pandemia - Notaristefano (Viterbo 2020) sollecita l'assessora Sberna (Servizi sociali)

Centri sociali per anziani ancora chiusi

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - La festa al centro sociale Sacrario

Viterbo – Una festa al centro sociale Sacrario – Foto di repertorio

Viterbo – Centri sociali per anziani, a Viterbo restano ancora chiusi.

La pandemia ha costretto a modificare le abitudini di molti, anche quelle di chi era più o meno assiduo frequentatore di uno dei nove centri presenti fra città e frazioni.

Fino a oggi, perché le strutture, che coinvolgono fra le duemila e le 2500 persone, hanno ancora le porte serrate. Ne ha chiesto conto in consiglio comunale, Patrizia Notaristefano (Viterbo 2020), all’assessora Antonella Sberna.

La responsabile ai Servizi sociali aveva anticipato per lunedì un incontro con i presidenti dei centri per fare il punto. Il dato certo è che la riunione c’è stata, quello incerto è che una data per la riapertura ancora non c’è.

“Abbiamo programmato d’intesa con tutti – ricorda Sberna – una serie di visite nelle diverse realtà, per capire quali siano gli interventi, di piccola e ordinaria amministrazione necessari, che nei limiti delle disponibilità intendiamo finanziare”. Il giro sta iniziando.

“La condivisione sul da farsi è ampia – sottolinea Sberna – la ripresa delle attività potrà avvenire a breve o nel più lungo termine, anche perché c’è l’impegno ad ascoltare i soci e capire come vorranno affrontare la situazione”. Riunioni con i presidenti, in questo periodo di pandemia, ce ne sono stati.

“Diverse volte – osserva Sberna – in un anno e mezzo e tutte le volte, all’unanimità stato deciso di procrastinare la riapertura. È tutto a verbale. Una scelta improntata alla prudenza.

Tra l’altro, gli over 60 rappresentano la categoria col minor numero di vaccinati. Il non aprire è stato uno scrupolo in più. Capisco che sia una scelta impopolare, ma l’amministrazione comunale ha comunque garantito servizi come l’assistenza domiciliare, il sollievo domiciliare e contatti costanti in situazioni di disagio e difficoltà”.

Ma se finora, col bel tempo i frequentatori avranno sostituito il centro sociale con un’uscita ai giardini, con l’arrivo dell’autunno le occasioni per passeggiare si diradano, come fa notare Notaristefano.

“Il Covid ha condizionato le attività – continua la consigliera – va bene, ma oggi c’è una situazione diversa. Anche il presidente della regione Lazio da giugno sollecita la riapertura, ovviamente con le dovute cautele. Non saranno possibili balli e cene, ma momenti d’incontro sì”.

Giuseppe Ferlicca


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16 settembre, 2021

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