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Viterbo - Il bilancio del primo periodo di attività: "Messi in sicurezza 10 nuclei di donne con bambini che erano in pericolo e fuggivano da uomini violenti"

“Centro antiviolenza Penelope, in 5 mesi dato ascolto e sostegno a più di 60 donne”

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il centro antiviolenza Penelope è operativo ormai da 5 mesi: un luogo che vede come capofila il comune di Viterbo e la sottoscrizione di altri 13 paesi della Tuscia.

Un luogo dove le donne vittime di violenza iniziano un percorso di fuoriuscita dalla violenza e nel quale si lavora, tutte insieme, alla costruzione di una vita libera.


Il centro antiviolenza Penelope

Il centro antiviolenza Penelope


Ci eravamo date un obiettivo dal giorno dell’inaugurazione, operare insieme, consapevoli che solo coinvolgendo tutti i servizi del territorio si può contrastare la violenza maschile sulle donne. L’obiettivo è ‘insieme siamo più forti’.

In questi 5 mesi il centro Penelope ha dato ascolto e sostegno a più di 60 donne del territorio di Viterbo e dell’hinterland, e messo in sicurezza 10 nuclei di donne con bambine/i che erano in pericolo e fuggivano da uomini violenti.

La città di Viterbo e 13 paesi della Tuscia hanno dato voce e soprattutto risposte alle donne che vivono una condizione di maltrattamento, nel silenzio delle mura domestiche dove la parola amore non dimora. Un luogo istituzionale di professioniste esperte che da più di 20 anni si occupano di contrasto alla violenza e gestiscono altri centri antiviolenza nel Lazio.

Presso il centro Penelope aperto 5 giorni su 5 si trovano operatrici (psicologhe, avvocate, educatrici) che sostengono e ascoltano le donne e con loro costruiscono un percorso per uscire dalla situazione di pericolo che stanno vivendo.

Questo non basta, l’esperienza che abbiamo acquisito in tanti anni ci dice che bisogna lavorare in sinergia con tutti i servizi territoriali e anche con le cittadine e i cittadini tutte e tutti insieme. Per questo Prassi e Ricerca, Kyanos, e Ponte Donna vincitori dell’avviso pubblico, hanno costruito una fitta rete con le associazioni del territorio che durante il lockdown hanno contribuito a sostenere le donne come potevano, attraverso buoni alimentari, vestiti per donne e bambini, giocattoli, mettendo a disposizione quello che potevano. Caritas, Croce Rossa, Cavalieri di Malta, studenti e studentesse delle Rete degli studenti si sono rivolti al Centro e messi a disposizione.


Viterbo - Il centro antiviolenza Penelope

Viterbo – Il centro antiviolenza Penelope


Con le studentesse e gli studenti da subito si è aperto un dialogo e iniziato un confronto. Eravamo in zona rossa e abbiamo svolto gli incontri in remoto, ma il fatto che siano state/i loro a chiamarci ci dice dell’interesse che le ragazze e i ragazzi hanno di parlare di violenze di catcalling, mansplaining definizioni più contemporanee ma vecchie violenze sempre agite contro le donne.

Accanto a questo c’è un lavoro più strutturato che stiamo portando avanti ed è quello che il comune di Viterbo ha cooprogettato e previsto. Si chiama progetto FENICE e prevede la formazione ai servizi socio sanitari del territorio e l’apertura di una Casa Rifugio.

Il 4 aprile si è dato avvio al primo modulo della formazione, rivolta alle assistenti sociali, alle psicologhe, alle forze dell’ordine di tutti i servizi territoriali, più di 90 le iscrizioni, la segreteria è stata costretta a chiudere le registrazioni prima del tempo.

Il comune di Viterbo si sta attivando nella seconda fase del progetto FENICE che prevede la Casa Rifugio per donne e minori, che è stata individuata e sarà di prossima apertura.

La risposta del territorio ci rende orgogliose e soprattutto ci rafforza, stiamo andando nel verso giusto, verso l’obiettivo prefissato ‘insieme siamo più forti’.  Ci teniamo a ringraziare le forze dell’ordine, la squadra mobile e carabinieri, la Asl che opera con il percorso rosa nell’ospedale Belcolle e che è voluta intervenire al corso di formazione. Saperli nostri alleati rassicura noi e soprattutto le donne che si rivolgono al centro antiviolenza.

Siamo aperte e disponibili a dialogare con tutti e tutte e con tutte le associazioni che si occupano di contrasto alla violenza.

Nessuna di noi vuole togliere spazi di agibilità su questo tema, pensiamo che più centri antiviolenza siano attivi nei territori meglio sia per le donne che vogliono intraprendere un percorso di fuoriuscita dalla violenza e di empowerment. Il nostro motto è ‘Creare Alleanze’.

Centro antiviolenza Penelope


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1 settembre, 2021

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