Viterbo – “Nel mezzo del cammin di nostra vita”. Il sindaco Giovanni Arena legge Dante, a 700 anni dalla morte. Poeta della Commedia, passato anche per Viterbo raccontata poi, per spunti, nell’opera. La notte tra il 13 e il 14 settembre, la scomparsa a Ravenna, nel 1321, dove è sepolto. Cacciato in esilio da Firenze che nel corso del tempo tentò comunque di riprenderselo, e gli andò male. Una morte “presunta”, perché a distanza di sette secoli, Dante è più vivo che mai. Nelle scuole, nelle università. Fino in fondo nel mondo, che ancora oggi, a Viterbo sotto forma di Comitato “Dante VII”, lo celebra. Ricordandone la memoria, così come, per secoli, hanno fatto le culture contadine, che hanno amato Dante trasmettendone a mente la Commedia. Verso dopo verso, a braccio.
Una memoria probabilmente ancora viva anche in Giovanni Arena, sindaco della città, che ieri sera nella chiesa di san Paolo ai Cappuccini, in cima a viale IV novembre, ha letto il primo canto della divina Commedia di Dante Alighieri. “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita” e l’incontro con Virgilio. L’inizio del viaggio. 100 canti, 34 l’Inferno, 33 il Purgatorio e 33 il Paradiso.
Viterbo – Il sindaco Giovanni Arena
Il primo canto è a sé. E la lettura è toccata al sindaco, che se l’è cavata veramente alla grande. L’iniziativa è stata organizzata dal Comitato “Dante VII” e patrocinato da comune e Touring club italiano. “Dante – ha detto il sindaco – non solo piacere, ed è un piacere leggerlo, ma emoziona. Sempre, ogni volta. Dante che è stato a Viterbo, ma che è soprattutto un poeta universale, perché ha parlato dell’uomo in quanto tale. Dante sono le nostre radici, quelle di tutti noi. E anche, la memoria di generazioni che non ci sono più e che per secoli hanno trasmesso oralmente la Commedia. Non solo come testo letterario, ma come un vero e proprio sistema di valori”.
Divina commedia – Dante Alighieri
Ad aprire la manifestazione il giornalista Giuseppe Rescifina. Ad introdurre gli incontri successivi anche Gianluca Zappa. Con loro il console del Touring, Vincenzo Ceniti.
Viterbo – Le celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante
Un percorso a tappe che ha coinvolto diversi punti della città, tra i più importanti, e le sue autorità. Il sindaco appunto ai Cappuccini, Il rettore dell’Unitus, Stefano Ubertini, nel chiostro gotico di santa Maria in Gradi (canto XXXIII dell’Inferno), la dirigente scolastica del liceo classico, Clara Vittori, nella chiesa di san Silvestro a piazza del Gesù (XII dell’Inferno), il comandante dell’aeroporto, Sandro Cascino, nel chiostro del convento della Trinità (XIV dell’Inferno). Poi il presidente del sodalizio dei facchini, Massimo Mecarini, nella chiesa di san Faustino (III del Purgatorio), la dirigente scolastica dell’istituto Paolo Savi, Paola Bugiotti, nella basilica di san Francesco alla Rocca (XIX del Purgatorio), il segretario confederale nazionale Cisl, Andrea Cuccello, nel giardino di palazzo dei Priori (XXIV del Purgatorio), il direttore dell’archivio di stato, Angelo Allegrini, nella chiesa di santa Maria nuova (X del Paradiso), la commercialista Paola Spolverini nella chiesa di san Marco (XII del Paradiso). E infine, il vescovo di Viterbo, Lino Fumagalli, il XXXIII canto del Paradiso nel chiostro di Santa Maria del Paradiso.
Daniele Camilli
Video: Il sindaco Arena legge il I canto dell’Inferno
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