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Cronaca - Nell'attacco allo scalo hanno perso la vita 170 persone, tra cui tredici soldati americani

Il kamikaze dell’attentato all’aeroporto di Kabul era stato liberato da poco da un carcere

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Kabul – Il kamikaze dell’Isis -K che si è fatto esplodere all’aeroporto di Kabul, provocando la morte di 170 persone tra cui tredici soldati americani, era stato liberato da un carcere afghano dopo il crollo del governo filo-occidentale di Ashraf Ghani.


Kabul - Esplosione all'aeroporto

Kabul – Esplosione all’aeroporto


È quanto sostiene lo stesso gruppo jihadista in una newsletter online, ripresa dalla Bbc. Sembrerebbe dunque che l’attentatore e altri militanti dell’Isis Khorasan, la costola afgana della Stato Islamico, siano stati liberati dal carcere durante il ritorno al potere dei talebani e che si siano diretti subito dai propri compagni per pianificare e compiere l’attentato terroristico.

A quanto si apprende infatti, quando i talebani hanno preso il potere, il 15 agosto, hanno aperto le porte del carcere Pul-e-Charkhi, liberando così migliaia di detenuti. Tra questi ci sarebbero stati anche miliziani dell’Isis e Al Qaida. 

L’attentato all’aeroporto di Kabul è avvenuto il 26 agosto. Le esplosioni hanno causato la morte di 170 persone, tra cui tredici soldati americani che stavano partecipando alle operazioni di evacuazione.


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3 settembre, 2021

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