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Lettere - Scrive Benedetta Proietti Zolla sui femminicidi

“La violenza sulle donne deve rappresentare un problema collettivo”

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Violenza sulle donne

Violenza sulle donne

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sale a 65 il numero di donne uccise in Italia solamente nel 2021, vittime di uomini vigliacchi, e di una società che troppo spesso finge di non vedere.

Dobbiamo essere pronti ad abbattere muri di omertà e indifferenza, dobbiamo accogliere ogni singola richiesta d’aiuto e difendere il diritto alla vita.

È assurdo pensare come in pochi minuti mani assassine possano nascondere nel buio fantastiche vite, come in un attimo sogni e speranze vengano trascinati in un profondo dirupo creato dallo stesso uomo che urlava a gran voce il proprio amore.

Quell’uomo, che inizialmente incarnava alla perfezione il ruolo del principe azzurro, si trasforma nel peggiore degli antagonisti e tutta quella magia che incorniciava il suo personaggio svanisce rivelando la sua vera natura: un uomo debole capace di scrivere la parola fine a quella che poteva diventare una fantastica favola.

I volti di queste donne in tv non devono passare indifferenti, l’ennesimo omicidio deve preoccupare e commuovere, dobbiamo capire che questo non può rappresentare la normalità.

Non importa sottolineare come queste donne sono state uccise, importa che ogni loro pensiero non avrà più voce, che ogni loro sorriso non riempirà più le giornate dei loro familiari e che ognuna di queste storie potrà semplicemente volare via nel vento.

Ogni forma di violenza nei confronti di donne, ragazze, madri o sorelle, deve rappresentare un problema collettivo, basta aspettare, basta osservare da lontano un tragico finale.

Un rifiuto, un errore, una semplice lite non giustifica un gesto talmente disumano da spaventare.

Spero che le urla spezzate di queste donne riempiano il silenzio, per ricordarci che in questo caso non esiste giustizia.

Benedetta Proietti Zolla


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18 settembre, 2021

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