Viterbo – I funerali di Piero Sagone
Viterbo – Piero Sagone, “a voi il mio sorriso”, scritto nel retro dell’immagine che ricorda volto e memoria di un carabiniere che si è tolto la vita alla fine di agosto, il secondo di Covid e di una generazione di militari dell’Arma, e forze dell’ordine, che sta vivendo una delle fasi più dure della propria storia, la storia di tutti. Il maresciallo Piero Sagone aveva 55 anni ed era una persona, come ha detto il comandante provinciale dei carabinieri, Andrea Antonazzo, “sempre all’altezza della situazione, in ogni circostanza”.
Piero Sagone
Questa mattina i funerali nella chiesa dei santi Ilario e Valentino, a Villanova, Viterbo, celebrati da don Donato. Con lui anche don Emanuele Germani.
“Una persona – ha proseguito il comandante dei carabinieri dall’altare, al termine della messa – integerrima, precisa, meticolosa e molto apprezzata da tutti. Il maresciallo Sagone era una garanzia per tutti coloro che si rivolgevano a lui. Per i suoi consigli, suggerimenti e indicazioni pertinenti. Per la sua disponibilità“.
Viterbo – I funerali di Piero Sagone
In chiesa, ufficiali e sottufficiali dell’Arma dei carabinieri di Viterbo, del comando provinciale, militari e associazione nazionale dei carabinieri. Attorno alla famiglia. Con loro cittadini e istituzioni, il sindaco Giovanni Arena, il presidente della provincia Pietro Nocchi, il prefetto Giovanni Bruno, il questore Giancarlo Sant’Elia, l’assessora comunale alle politiche sociali Antonella Sberna, la guardia di finanza.
“Piero Sagone – ha detto don Donato durante l’omelia – è stato uomo, cristiano, militare e carabiniere. E lo è stato fino alla fine. Un uomo e un carabiniere rispettato, silenzioso, generoso. Una persona per bene. Penso al grande dolore della mamma, del fratello e della fidanzata. Dei tanti colleghi che lo hanno conosciuto, stimato e apprezzato“.
Viterbo – I funerali di Piero Sagone
Piero Sagone si è tolto la vita martedì mentre si trovava nel suo ufficio al comando provinciale di Viterbo, “lasciando un vuoto – ha proseguito Antonazzo – che sarà difficilissimo colmare”. In un modo, ha poi sottolineato don Donato, “che riflette in sè, soprattutto in un momento così difficile, paure, ferite e ansie che si riversano nella realtà esistenziale di ognuno”.
Infine, la preghiera dei carabinieri, la Virgo fidelis, la benedizione e il picchetto d’onore ai lati dell’altare, attorno alla bara, e poi fuori, sul sagrato della chiesa. L’ultimo saluto. L’addio del comandante, dei colleghi che lo hanno conosciuto e lavorato con lui. L’addio della città.
“I carabinieri – ha concluso Andrea Antonazzo – sono una famiglia e oggi è un pezzo della nostra famiglia che se ne va”.
Daniele Camilli
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