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Bologna - L'intervento del presidente del consiglio alla giornata conclusiva del G20 delle religioni

“Abbiamo un obbligo morale verso l’Afghanistan, ci siamo stati venti anni”

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Bologna – “Come comunità internazionale abbiamo un obbligo morale verso l’Afghanistan, un paese in cui siamo stati per venti anni. Un obbligo di aiuto umanitario, di prevenzione del terrorismo, di sostegno alla tutela dei diritti umani”. Lo ha detto il presidente del consiglio Mario Draghi intervenendo alla giornata conclusiva dell’Interfaith Forum 2021, ovvero il G20 delle religioni che quest’anno si è tenuto a Bologna. Tre giorni di dibattiti e incontri, con l’obiettivo di costruire uno spazio di dialogo e confronto tra capi religiosi, autorità politiche, spirituali e intellettuali su temi e problematiche di carattere globale.


Bologna - L'intervento di Mario Draghi all'Interfaith Forum 2021

Bologna – L’intervento di Mario Draghi all’Interfaith Forum 2021


Molti gli argomenti toccati dal premier Draghi nel suo intervento, prima fra tutti l’Afghanistan. “La comunità internazionale, e il G20 che l’Italia presiede quest’anno, devono porsi come obiettivi primari il rispetto delle libertà e il mantenimento della pace. La crisi in Afghanistan ha riproposto con terribile urgenza queste priorità. Negli ultimi giorni, stiamo assistendo a immagini che ci riportano agli anni più bui nella storia del paese. In particolare, alle donne, che negli scorsi venti anni avevano riacquistato diritti basilari, come quello all’istruzione, oggi rischia di essere vietato persino di praticare sport, reprimendo altresì la loro rappresentanza nel governo”.

“Come comunità internazionale abbiamo un obbligo morale verso un paese in cui siamo stati per venti anni – ha continuato il premier -. Un obbligo di aiuto umanitario, di prevenzione del terrorismo, di sostegno alla tutela dei diritti umani. L’altro dovere che abbiamo come occidente, e in particolare come Europa, è la tutela di chi decide di lasciare l’Afghanistan. L’Italia ha aiutato circa 5mila cittadini afghani a fuggire dagli enormi rischi a cui erano esposti. È stato uno sforzo significativo, di cui dobbiamo essere orgogliosi, ma che non può esaurirsi ora. L’Unione europea non deve ignorare il dramma di queste persone, né la portata storica di questi eventi. Per anni, l’Unione è stata incapace di costruire un approccio comune sul tema migratorio, e in particolare sulla distribuzione di chi arriva e chiede asilo. Dobbiamo dimostrare di essere all’altezza di questa crisi e dei valori che diciamo di rappresentare. È anche sull’accoglienza, e non solo sull’economia, che si misura la maturità del processo di integrazione europea”.

Il presidente del consiglio ha poi affrontato un altro tema importante e urgente a livello internazionale, quello dell’accesso ai vaccini per i paesi più poveri. “A oggi, soltanto il 2 per cento della popolazione dei paesi più poveri ha ricevuto almeno una dose di vaccino, a fronte del 42 per cento della popolazione mondiale. Al Global Health Summit di Roma, le case farmaceutiche hanno promesso di fornire entro la fine di quest’anno 1,3 miliardi di dosi a prezzi calmierati per gli stati a basso e medio reddito. Altri 2 miliardi saranno distribuiti entro il 2022. L’Unione Europea donerà almeno 100 milioni di dosi entro il 2021 attraverso Covax. L’aumento della produzione di vaccini negli ultimi mesi è stato tale da poter garantire forniture adeguate a coprire una porzione significativa della popolazione dei paesi in via di sviluppo. È ora necessario che le dosi raggiungano chi ne ha bisogno”.

Draghi ha poi deciso di concludere il suo intervento con una riflessione sul cambiamento climatico. “Il G20 è responsabile nel suo complesso di circa quattro quinti delle emissioni globali. Gli effetti dei cambiamenti climatici danneggiano però in modo particolare gli stati più poveri. Nove dei dieci stati più colpiti da eventi meteorologici estremi tra il 1999 e il 2018 non sono infatti economie avanzate. Questi paesi hanno beneficiato meno di altri del nostro modello di sviluppo, ma ne sono le principali vittime. Nell’incontro su ambiente, clima ed energia a Napoli, il G20 ha riaffermato l’impegno a contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi e a raggiungere zero emissioni nette entro il 2050. Intendiamo inoltre raccogliere finanziamenti pari a almeno 100 miliardi di dollari l’anno per aiutare i paesi in via di sviluppo nella transizione ecologica”.


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14 settembre, 2021

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