Viterbo – (p.p.) – “Una scultura in bronzo, tributo all’uomo facchino”. L’artista e orafo Francesco Maria Capotosti lo immagina così, nell’atto di trasportare la macchina di Santa Rosa e ha in mente di collocarlo nel centro storico, come simbolo della tradizione. Lui stesso lo definisce “un monumento all’identità cittadina”.
Viterbo – Il monumento “all’uomo facchino” nato da un’idea di Francesco Maria Capotosti
Capotosti rivela qualche dettaglio su Facebook.
“L’idea – scrive – nasce dall’immaginare un Facchino nell’atto di trasportare la macchina di Santa Rosa evidenziando così tutti quegli aspetti e valori che rappresentano la nostra comunità verso la nostra amata Santa: devozione, carattere, forza, resilienza, identità e storia dell’ antica tradizione viterbese.
L’opera vuole essere un tributo “all’uomo facchino”, ma rappresenta al contempo tutti i viterbesi che sentono propria questa festa.
Il 3 settembre tutta la nostra comunità si unisce in un unico “semo tutti d’en sentimento”.
La scultura verrebbe realizzata in bronzo a grandezza naturale. “Potrebbe trovare collocazione nel centro storico della città medioevale – continua ancora Capotosti -, diventando così un classico esempio di “arte di strada”, veicolo di conoscenza e aspetto rappresentativo della nostra identità storico-religiosa”.
Francesco Maria Capotosti all’opera
Il desiderio dell’artista è quello di donare il monumento alla città.
“Per ora – spiega – rimane solo un’ipotesi, un’idea, un sogno”, ma il suo augurio è che “in un prossimo futuro si possa trovare una sinergia di intenti tra imprenditori ed enti per la realizzazione.
Questo è il mio piccolo contributo, il mio dono alla mia amata città che nonostante tutto, e oltre tutto, è la “mia casa”.
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